Il capo missione del progetto Mediterranea, Luca Casarini, è stato iscritto nel registro degli indagati per la vicenda della nave Mare Jonio dopo il soccorso in mare di 49 migranti e lo sbarco a Lampedusa in seguito a una giornata con un lungo braccio di ferro. Per Casarini le stesse accuse già contestate al comandante della nave Pietro Marrone. A iscrivere il capo missione della Ong nel registro degli indagati sono stati il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e il pubblico ministero, Cecilia Baravelli. I due lo hanno interrogato durante la mattinata e nel pomeriggio di oggi. Casarini negli scorsi giorni era finito anche nel mirino del ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

I magistrati della procura di Agrigento, coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio, sono da giorni a Lampedusa per coordinare le indagini sul caso della Mare Jonio e stanno valutando la decisione dell’equipaggio di avvicinarsi ugualmente all’isola nonostante il divieto della Guardia di finanza e l’intimazione di fermarsi. Le accuse per Casarini sono quelle di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e mancato rispetto dell’ordine di arrestare l’imbarcazione da parte di una nave da guerra. Casarini verrà nuovamente interrogato la prossima settimana, ad Agrigento, in presenza del suo legale.

L’interrogatorio di Casarini è avvenuto a Lampedusa ed è iniziato in mattinata: a tenerlo proprio il procuratore aggiunto di Agrigento e il pubblico ministero. Per il capo missione della Mare Jonio una lunga audizione, interrotta dopo circa tre ore per il pranzo. Prima dell’interrogatorio Casarini non era indagato ed era stato ascoltato come persona informata sui fatti: per questo i magistrati volevano parlare con lui per ricostruire quanto avvenuto a bordo della nave dopo il soccorso in mare dei migranti al largo delle acque Sar libiche. Fino a questa mattina l’unico indagato, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per il mancato rispetto dell’ordine di arrestare l’imbarcazione, era il comandante della Mare Jonio, Pietro Marrone. Ieri era stato interrogato respingendo le accuse e sostenendo di essersi limitato a salvare delle vite umane, decidendo di non fermare l’imbarcazione per il timore di un naufragio.