La decisione del governo di proporre alla Commissione europea di portare il deficit dal 2,4% al 2,04%, per evitare la procedura d’infrazione sulla legge di Bilancio, viene presa da una parte con un sospiro di sollievo dall’opposizione, ma dall’altra in modo molto critico. Come spiega in un tweet Maria Elena Boschi, ex ministro ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante la scorsa legislatura: “Per due mesi hanno raccontato la storia del Governo che non si piegava all’Europa. Adesso, comprensibilmente, tornano indietro e seguono Bruxelles. Era tutto uno scherzo, tanto pagano gli italiani”, attacca la deputata del Pd. Molto critico anche un altro parlamentare dem, Luigi Marattin: "Due mesi e mezzo fa un gruppo di buffoni da un balcone festeggiava un numero: il 2,4% di rapporto deficit/Pil. Oggi – dopo chiacchiere e cialtronate – la marcia indietro: il deficit sarà al 2%.Proprio quel numero che era considerato una sconfitta. Tornate sul balcone ora, buffoni".

Attacca anche il candidato alle primarie del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Questo eventuale accordo conferma che hanno fatto una gaffe e se questa sarà la cifra, se ci sarà, sarà la conferma che molte promesse che hanno fatto non saranno realizzate”. Parlando in occasione della registrazione della puntata di Porta a Porta, Zingaretti si augura “che facciano un accordo. Io tifo per l'Italia e per tutto quello che tiene sotto controllo i mercati”. “A che ora vanno sul balcone di palazzo Chigi per festeggiare il 2,04%?”, ironizza invece la deputata del Pd Alessia Morani su Twitter.

Fi: ‘Credibilità del governo pari a zero'

Critiche anche da Forza Italia. Non solo con Silvio Berlusconi che definisce una “marcia indietro” e una “buffonata” la proposta di Conte. Ma anche con la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna: “Prima il 2,4%, poi il 2,2%, ora il 2,04% di deficit: la credibilità del governo italiano è pari a zero. Dopo i roboanti annunci sulla manovra ‘intoccabile’, dopo i brindisi sul balcone di Palazzo Chigi, dopo due mesi di chiacchiere che valgono nulla, oggi Giuseppe Conte ha fatto ciò che avrebbe dovuto a settembre. Una immane vergogna ed una colossale perdita di tempo per l'Italia e gli italiani”.

L'allarme dell'Anci sulle tasse locali

Interviene anche l’Anci, l’Associazione nazionale dei sindaci italiani, con il suo presidente Antonio Decaro: “Senza i 300 milioni Imu-Tasi si profila un taglio inaccettabile alle risorse necessarie per garantire i servizi ai cittadini. È impensabile che il contributo Imu-Tasi non venga mantenuto (e anzi stabilizzato) almeno nella misura dei 300 milioni annui riconosciuti, quantità già ridotta rispetto ai 625 milioni inizialmente fissati sulla base delle certificazioni del ministero dell'Economia”.