Dopo soli tre mesi cambia il questore di Macerata: Antonio Pignataro prenderà il posto di Vincenzo Vuono. L’attuale questore viene trasferito a Roma, mentre Pignataro è attualmente il direttore della seconda sezione della Direzione Antidroga. La polizia fa sapere che si tratta di un normale avvicendamento che rientra in un più ampio movimento di dirigenti e prefetti che non avrebbe nulla a che fare con con i fatti avvenuti nella città marchigiana e con l’attacco xenofobo di Luca Traini. Ma Vuono è diventato questore di Macerata solo tre mesi fa, a novembre. Successivamente fonti qualificate della polizia hanno fatto sapere all'Ansa che il cambio del questore deriva dalla necessità di un "cambio di passo" dopo i giorni difficili vissuti dalla città marchigiana.

Vuono rientra al dipartimento di Pubblica sicurezza con l’incarico di studio, ricerca e analisi. Tra le altre nomine previste insieme a quella di Pignataro c’è anche il prefetto Mario Papa che dalla Direzione centrale delle risorse umane del dipartimento di Pubblica sicurezza passa al ruolo di commissario straordinario del governo per la gestione del fenomeno delle persone scomparse. Il suo posto alla Direzione centrale delle risorse umane sarà preso da Giuseppe Scandone, che lascia l'incarico di direttore della Scuola superiore di Polizia. Annamaria Di Paolo viene nominata reggente della Scuola superiore di Polizia e lascia l'incarico di direttore dell'Ufficio relazione esterne e cerimoniale.

Vuono è questore di Macerata dal 20 novembre e proveniva dalla questura di Isernia. Il suo primo incarico in polizia è stato a Bolzano, ma la sua carriera si è concentrata soprattutto a Roma, dove ha diretto alcuni commissariati dal 1995 al 2012: Borgo, Primavalle e Salario-Parioli. Sempre nella zona della Capitale Vuono ha diretto anche i commissariati di Tivoli e di Ostia. Nel 2012, invece, è passato al Dipartimento dove ha prestato servizio all’ispettorato Vaticano. Il passaggio di testimone sarà operativo immediatamente.

Negli scorsi giorni la città di Macerata è stata al centro del dibattito per le manifestazioni che si sono svolte la scorsa settimana dopo il caso della morte di Pamela Mastropietro e dopo il folle gesto di Luca Traini. Il sindaco Romano Carancini aveva chiesto a tutti i movimenti e i partiti politici di non manifestare nella città, scossa dagli ultimi eventi. Appello che è stato in gran parte ignorato, da una parte e dall’altra. Così giovedì c’è stata una manifestazione organizzata da Forza Nuova che ha sfidato il divieto del questore ed è terminata con alcuni scontri tra attivisti in piazza e polizia. Sabato, invece, ha sfilato per le vie della città il corteo antifascista promosso da varie associazioni e centri sociali: in questo caso non si sono registrati scontri né momenti di tensione. Il corteo è stato autorizzato dalla questura nonostante l’appello del sindaco.