Il Movimento 5 Stelle potrebbe raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi per governare in autonomia. È quanto avrebbero rilevato due differenti sondaggi condotti dagli istituti demoscopici Piepoli ed Euromedia per Porta a Porta. Nella serata di ieri, Bruno Vespa ha mostrato i risultati delle rilevazioni che vedrebbero il Movimento 5 Stelle tra il 41 e il 43% dei consensi, circa 10 punti percentuali in più rispetto a quanto guadagnato al voto dello scorso 4 marzo. "Con questo scenario politico, lei come voterebbe?" A questa domanda, che prevedeva l'esistenza di una lista unica di centrodestra non spacchettata per partiti e composta sempre da Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, il 37,6-35% degli intervistati ha risposto che sceglierebbe il centrodestra unito in un'unica lista, mentre un'altra forchetta compresa tra il 41 e il 43% propenderebbe per il Movimento 5 Stelle e il restante 15,5-20% sceglierebbe il Partito Democratico.

"Bruno Vespa: ‘Un risultato clamoroso: il #M5S è tra il 41 e il 43%, ha da solo la maggioranza assoluta'. Queste le intenzioni di voto degli italiani diffuse da Porta a Porta. Non crediamo nei sondaggi ma sentiamo la fiducia dei cittadini: Luigi Di Maio, avanti così! Noi al Governo ci andremo", scrive il parlamentare pentastellato Riccardo Fraccaro, diffondendo lo spezzone con i risultati degli ultimi sondaggi elettorali. A onor del vero, però, lo scenario della lista unica di Centrodestra non sembra essere una ipotesi in campo per Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, che molto probabilmente andrebbero alle elezioni in coalizione ma con liste singole per ogni partito e un accordo sugli uninominali. Con riguardo a questo scenario più realistico, che ricalca quello dello scorso 4 marzo, il M5S sarebbe al 33,7% mentre la Lega toccherebbe quota 23,7%.

Secondo i dati diffusi, infatti, la coalizione di centrodestra sarebbe a quota 40,4% con Forza Italia al 12,5%, Fratelli d'Italia al 3,8% e Noi con l'Italia allo 0,4%. Il centrosinistra unito sarebbe invece al 20% con Pd al 17%, +Europa al 2% e altri partiti all'1%. Liberi e Uguali, infine, viene dato al 3,8%.