L'Unione europea si avvia verso la fine di un'era, quella della plastica monouso. Oggi è arrivato il via libera dal Consiglio Ue alla direttiva, approvata in via definitiva a fine marzo, che vieta, a partire dal 2021, l'utilizzo di alcuni oggetti usa e getta in plastica, come piatti, posate e cannucce, ma anche i bastoncini per i palloncini. Il Parlamento europeo aveva approvato la direttiva con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti. Per l'Italia il sì era arrivato da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, mentre Lega e Forza Italia avevano votato contrariamente. Con l'ok del Consiglio è arrivata l'esultanza su Twitter di Greenpeace, che lotta da tempo contro l'utilizzo della plastica monouso e porta avanti una campagna di sensibilizzazione sui danni che provoca all'ambiente. "Queste nuove regole europee sono un grande passo avanti – ha commentato John Hyland, portavoce della sezione europea dell'Ong – Ora i governi nazionali devono assicurarsi che le aziende che producono plastica monouso siano tenute d'occhio e che la natura sia protetta dall'inquinamento della plastica".

Cosa prevede la direttiva che vieta la plastica monouso

Gli Stati membri si sono impegnati a raccogliere il 90% delle delle bottiglie di plastica entro il 2029 e quelle nuove che verranno prodotte dovranno avere almeno il 25% di contenuto riciclato entro il 2025, soglia che si alzerà al 30% entro il 2030. Tra gli oggetti eliminati ci saranno forchette, coltelli, cucchiai e anche le bacchette di plastica, poi piatti, cannucce, cotton fioc, bastoncini per palloncini, plastiche ossi-degradabili e i contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso.

La nuova direttiva porterà delle novità anche in altri settori, soprattutto in quello del tabacco, con l’introduzione della responsabilità estesa per i produttori nella raccolta e nel riciclaggio dei mozziconi. Stesso discorso per gli attrezzi da pesca, con i produttori che dovranno occuparsi di raccogliere le reti perse in mare. Sarà anche obbligatorio etichettare i prodotti con le informazioni sull’impatto ambientale che possono avere. Secondo i calcoli di chi ha proposto la direttiva, le nuove misure ridurranno il danno ambientale di 22 miliardi di euro.