Una enorme folla di persone emozionata e commossa quella che ha salutato oggi per l'ultima volta il piccolo Elia Rizzotti, il bambino di 11 anni residente a Lavagno, in provincia di Verona, stroncato improvvisamente da un virus nella notte di lunedì scorso. Tra di loro i compagni di scuola della prima media e quelli della squadra di calcio dell'A.D. Colognola dove lui militava, ancora increduli per quanto accaduto al ragazzino che avevano visto appena pochi giorni prima sgambettare in perfetta forma sui campi. "Siamo certi che ora continuerai a giocare a calcio su un prato meraviglioso che il Signore ha preparato per te" hanno scritto i baby calciatori che nel pomeriggio di sabato hanno affollato la chiesa di San Pietro insieme a tanti amici e parenti di Elia ma anche a tanti sconosciuti che in occasione dei funerali si sono stretti alla famiglia per testimoniare la loro vicinanza in un momento di dolore atroce.

Per l'addio al bimbo infatti si è fermato tutto il Paese di Lavagno dove il sindaco aveva già ordinato il lutto cittadino. Una chiesa così gremita di persone che per molti non è stato possibile entrare. Questo non ha scoraggiato i tanti che hanno deciso di seguire comunque dall'esterno la funzione religiosa attendendo sul sagrato il passaggio del feretro per l'ultimo saluto al piccolo Elia. L'uscita della bara bianca coperta da fiori colorati ma anche dalla maglia dell'Hellas, la sua squadra del cuore, con il suo nome e il suo numero, il 2, è stata accompagnata dal volo dei palloncini bianchi che insieme a quelli blu e gialli della sua squadra del cuore erano stati preparati all'esterno della chiesa. Per ricordare Elia domani sera gli stessi calciatori dell'Hellas Verona giocheranno con il lutto la braccio

Nel frattempo proseguono gli accertamenti medici per capire cosa abbia colpito nel dettaglio il piccolo. I medici parlano di un virus che ha colpito il cuore ma per stabilirne l'origine si dovranno aspettare i risultati degli esami sui campioni prelevati dal corpicino di Elia. Solo cosi anche i genitori, distrutti dal dolore, potranno finalmente avere risposta alla loro terribile richiesta:  “Diteci cosa è successo”