Sono giorni sempre più tesi nella maggioranza, se da un lato continua a far discutere la questione migranti, dall'altro c'è in atto un duro scontro tra il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, e i due vicepresidenti del Consiglio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, con il possibile aumento dell'Iva al centro delle polemiche. "C'è un contratto di governo, ma c'è prima di tutto il rispetto degli italiani. Noi non aumenteremo l'Iva per dire che abbiamo fatto la flat tax – ha insistito Di Maio in mattinata – con i viceministri Castelli e Garavaglia stiamo lavorando per evitare lo scatto delle clausole di salvaguardia". Mentre per quanto riguarda la polemica con il capo del Mef, il ministro pentastellato ha chiarito: "Spero Tria sia stato frainteso. L'Iva non aumenterà. Non è aumentata nel 2018, non aumenta nel 2019. E non può aumentare. C'è un impegno del movimento 5 stelle di non farla aumentare. Quindi l'Iva non aumenterà".

Il possibile fraintendimento è legato alle parole di Tria di ieri, quando il ministro aveva confermato l'aumento di Iva e accise sulla benzina, salvo poi mostrarsi più cauto in serata, Ma, secondo quanto riportato dal Corriere, nel pomeriggio di ieri Di Maio si sarebbe sfogato con i suoi fedelissimi, irritato dal comportamento del numero uno del Tesoro, pronunciando parole dure: "Siamo una squadra e il Movimento è il principale azionista di questa squadra. Abbiamo detto che l’Iva non aumenterà. Se Tria punta ad aumentarla si può dimettere". Mentre la vice di Tria, Laura Castelli, garantiva che nella prossima manovra ci sarà la "sterilizzazione dell'Iva", aggiungendo che "ci sono molti mesi per lavorarci".

Le opposizioni vedono la maggioranza in chiara difficoltà e attaccano su tutti i fronti: "Il governo dica con chiarezza prima delle elezioni europee se l'Iva aumenterà o no – ha dichiarato Giorgia Melonigli italiani hanno il diritto di votare sapendo cosa questo esecutivo ha fatto in ambito economico". Secondo la leader di Fdi, l'aumento dell'Iva sarebbe "la mazzata finale all'economia italiana". Da Forza Italia è arrivata la difesa di Mariastella Gelmini al ministro Tria: "Lui dice la verità, cioè che bisogna trovare i soldi, ma invece di trovare le risorse il governo se la prende con il titolare del Mef". Mentre sempre dal partito di Berlusconi l'attacco più duro è arrivato da Renato Brunetta, che ha definito "demenziale" un possibile aumento dell'Iva. "Hanno sperperato 15 miliardi in reddito di cittadinanza e quota 100. La coperta è corta, l’aumento dell’Iva è già legge – ha continuato l'ex ministro – o si trovano i 23 miliardi per neutralizzarla oppure tutta l’Iva aumenterà dal 1 gennaio 2020 e sarà un colpo mortale per l'economia".