Trasferirsi nel Regno Unito per vivere e lavorare potrebbe in futuro essere piuttosto difficile per i giovani dell'Unione Europea. Stando a quanto rivela il Guardian in un approfondito articolo il governo guidato dal primo ministro Theresa May avrebbe messo a punto un piano per porre limiti stringenti alla libertà di movimento degli immigrati dai Paesi Ue in cerca di lavoro a meno che non siano in possesso di qualifiche professionali di alto livello. Secondo il Guardian, che ha pubblicato sul suo sito un documento segreto del governo risalente al mese scorso, Londra sarebbe intenzionata a selezionare e scegliere ("cherry picking", come denunciò la cancelliera tedesca Angela Merkel) solo il meglio di ciò che l'Unione europea può offrigli e tenere a distanza il resto.

Per recarsi nel Regno Unito servirà il passaporto.

Il piano messo a punto dal governo inglese inoltre punta a limitare i ricongiungimenti familiari dopo che sarà completato (29 marzo 2019) il processo di uscita di Londra dall'Unione Europea. Sono previste importanti novità anche per i turisti: il documento conferma infatti che sarà obbligatorio per chi sbarca sul suolo britannico da un paese dell'Ue esibire il passaporto: non saranno quindi più sufficienti, come nel caso italiano, le carte di identità valide per l'espatrio.

Il documento – lungo 82 pagine – dimostra come il governo britannico sia seriamente intenzionato – dopo il voto sulla Brexit – a imporre una stretta sull'immigrazione, persino su quella europea. Londra evidentemente punta a un costruire un duplice sistema per gli europei che vorranno recarsi nel Regno Unito con l'intenzione di rimanervi per un periodo di tempo non breve: coloro che saranno identificati come "molto qualificati" potranno fare domanda per un permesso della durata di 5 anni, mentre tutti gli altri potranno ottenere un permesso della durata massima di due anni. I ricongiungimenti familiari subiranno un giro di vite: solo i partner e i figli sotto i 18 anni saranno accolti.