Sul quotidiano nazionale dello Sri Lanka Daily News è apparso un annuncio di lavoro molto particolare: il governo locale sta cercando due boia. Servono al Paese due uomini di età compresa tra i 18 e i 45 anni con “eccellente carattere morale” e “forza mentale” per portare a termine eventuali condanne a morte. Condanne a morte che presto potrebbero effettivamente tornare nello Sri Lanka, stando almeno alle ultime dichiarazioni del presidente Maithripala Sirisena. Nel Paese, infatti, l’ultima esecuzione di una condanna a morte risale al 1976 (da allora tutte le pene capitali sono state commutate in anni di carcere) per cui negli ultimi anni non c’è stato bisogno di alcun boia, ma di recente il Presidente ha detto che reintrodurrà la pena capitale per i trafficanti di droga, prendendo a modello le politiche del presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte. Sirisena aveva espresso apprezzamenti pubblici per le politiche di Duterte contro il traffico di droga già durante una visita di stato ufficiale, lo scorso gennaio, nelle Filippine.

Il portavoce del servizio carcerario: “Colloqui dal mese prossimo, stipendio di poco meno di 200 euro” – “Non possiamo sapere se il governo reintrodurrà davvero la pena di morte, ma vogliamo assumere due boia per essere pronti nel caso in cui voglia compiere le uccisioni dei trafficanti di droga”, ha detto per il momento Thushara Upuldeniya, portavoce del servizio carcerario dello Sri Lanka, alla Reuters. Ha anche aggiunto che i colloqui inizieranno il mese prossimo e che lo stipendio mensile sarà di 36310 rupie e cioè poco meno di 200 euro (una somma superiore rispetto alla media di quello che prendono in Sri Lanka i dipendenti governativi). L’ultimo boia dello Sri Lanka ha lasciato il lavoro nel 2014 senza aver mai messo in atto nessuna esecuzione. Un altro è stato assunto lo scorso anno ma non si è mai presentato.