Sciopero della fame. Una battaglia tanto coraggiosa quanto dolorosa quella di Paolo Palumbo, chef sardo di 21 anni che combatte contro la Sla da tre lunghi anni. Il suo obiettivo è chiedere di rendere accessibile in Italia la cura sperimentale Brainstorm. Una terapia a base di cellule staminali mesenchimali che agiscono sul sistema nervoso centrale e che è ormai alla fase 3 della sperimentazione negli Stati Uniti e in Israele.  “L’unica – spiega Paolo, giunto all’ottavo giorno di sciopero della fame– in grado di dare speranza ai malati di SLA ed ai disabili con malattie neurodegenerative.”

Ma per poter finanziare la sperimentazione in Italia, secondo Palumbo – che ha postato anche un video-appello su Facebook – servono circa cinque milioni di euro, mentre il costo per un singolo malato di Sla italiano che volesse curarsi negli Usa o in Israele si aggira sui 500 mila euro, senza considerare le ulteriori spese per eventuali complicanze. Da qui l'appello, rilanciato anche dal fratello di Paolo, Rosario, al Governo e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai Ministri Salvini, Di Maio e a chiunque possa cambiare le cose :“Il mio gesto è simbolo di una protesta contro chi non investe nella ricerca. Ogni giorno vi sporcate le mani contro chi non investe sulla ricerca. Ogni giorno vi sporcate le mani, ve le sporchereste anche con il mio sangue?”.

Per Paolo si mobilitano anche le istituzioni sarde: il presidente dell'Anci Sardegna, Emiliano Deiana, si rivolge direttamente al premier Conte e alla ministra della Salute Giulia Grillo perché "diano finalmente una risposta chiara e piativa alle richieste di Paolo. Otto giorni di sciopero della fame sono un'eternità – scrive – per questo motivo chiediamo alle istituzioni statali un gesto di attenzione rispetto a una richiesta che apre alla speranza di una regressione rispetto a una patologia implacabile come la Sla".

Mentre Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, esprime “viva preoccupazione per il protrarsi di una pur legittima protesta che rischia di degenerare in modo irreversibile”. “La vicenda che vede vittima-protagonista Paolo Palumbo non può lasciare indifferenti. Richiede un intervento immediato di un organismo istituzionale che sappia ascoltare e parlare con voce ferma e determinata su quale strada percorrere per raggiungere l’obiettivo. Il ragazzo non può essere lasciato solo, occorre che si facciano carico della situazione l’Ordine dei Medici provinciale di Oristano e quello regionale”.