08 maggio 13:54 La Lega chiede un passo indietro a Berlusconi per governo con M5s. Fi: “Proposta irricevibile”

La Lega invita Forza Italia e Silvio Berlusconi a un passo indietro per far nascere un governo con il MoVimento 5 Stelle, ma i forzisti rifiutano. Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega alla Camera, chiede a Berlusconi “un grande senso di responsabilità per cercare di trovare una soluzione per permettere la partenza di un governo politico”. L’idea è quella di “una forma di coinvolgimento di Forza Italia che sia compatibile con la presenza del MoVimento 5 Stelle”, ovvero l'ipotesi più probabile sarebbe quella di un appoggio esterno all’eventuale governo.

Forse c’è qualche soluzione che permette di rispondere alle attese degli italiani per un governo politico – dice Giorgetti -. Il prima possible si deve dare un governo politico agli italiani. Noi continueremo con gli sforzi: ci abbiamo provato anche ieri, ci proviamo oggi, ci proveremo domani e anche nei prossimi mesi. Noi non ci stancheremo in questo impegno di rispettare la volontà del popolo italiano”. Giorgetti comunque, crede che in caso di nuove elezioni la Lega si presenterà di nuovo in coalizione con Forza Italia.

A stretto giro è arrivata la risposta azzurra all’invito di Giorgetti, attraverso la capogruppo a Montecitorio Mariastella Gelmini, secondo cui la proposta dell'esponente leghista è “irricevibile”. “Oggi – precisa – chiedere a Fi di dare l'appoggio esterno mi pare una domanda mal posta che non può che avere una risposta negativa”.

Allo stesso tempo Gelmini sostiene che “non ci siano le condizioni per votare un governo neutrale”. “La posizione di Forza Italia è semplice – spiega -. Noi abbiamo ascoltato con rispetto e grande attenzione le parole del presidente della Repubblica che riteniamo piene di buon senso e che hanno a cuore l'interesse del Paese. Detto questo abbiamo rispetto per il voto degli italiani e siamo coerenti con il centrodestra unito. Da quando è sceso in campo il presidente Berlusconi si è sempre battuto per l'unità del centrodestra, quindi per un principio di lealtà non saremo noi certamente a distinguerci rispetto al resto della coalizione, quindi crediamo che non ci siano le condizioni per votare un governo neutrale”.

08 maggio 12:41 Giorgetti (Lega): “Se Berlusconi vota il governo “neutrale” si rompe coalizione cdx”

Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega alla Camera avverte: "Se il Cavaliere vota un governo del Presidente si rompe l'alleanza Forza Italia-Lega". Giorgetti ha chiarito quanto aveva già anticipato Salvini ieri, pronunciando questa frase sibillina: "Contiamo che Berlusconi mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza, poi gli italiani ci daranno la maggioranza assoluta e cambieremo l'Italia da soli", chiudendo a un eventuale dialogo con Di Maio. Ma il leader di Forza Italia, al contrario di Salvini, ha fatto sapere di essere contrario al voto in estate.

"Certo, sarebbe un grosso problema. credo di sì". Così Giorgetti risponde a chi gli chiede se l'eventuale appoggio di Berlusconi al governo "neutrale", segnerebbe la fine dell'alleanza di centrodestra. "Oggi, domani, nei prossimi giorni e i prossimi mesi continueremo i nostri sforzi per cercare quelle soluzioni possibili per far nascere un governo politico voluto dagli italiani: continuiamo a chiedere a Silvio Berlusconi un gesto di responsabilità in modo da permettere la nascita di questo esecutivo", e cioè una forma di appoggio di Forza Italia che sia compatibile con la presenza del M5S. "Se si vota a luglio – spiega Giorgetti – esiste il forte rischio di una notevole astensione", ma aggiunge che aggiunge che anche l'ipotesi di votare a settembre "non andrebbe bene comunque. L'obiettivo è dare prima possibile un governo politico al Paese". Il leghista spiega il perché della posizione contraria della Lega alla soluzione proposta dal Colle: "Facciamo il caso che ci sia da sterilizzare l'aumento dell'Iva: una cosa che si può fare o con più tasse o con un taglio delle spese. Ed è evidente che questa scelta non è neutrale".

08 maggio 10:29 Orfini: “Tornare al voto in estate non serve al Paese, Lega e M5S si sono spartiti le poltrone”

Secondo Matteo Orfini, presidente del Partito democratico, il Paese non sarebbe pronto per tornare al voto: "Non credo ci sia un italiano che trovi sensato tornare a votare dopo pochi mesi. Credo sia una posizione assurda di cui il Paese non ha bisogno e per la quale chi è responsabile di questo stallo pagherebbe un prezzo alto". La proposta avanzata da Lega e M5S è fortemente osteggiata dal Pd, che invece ha assicurato il suo sostegno a un governo "neutrale". Per Orfini il voto in estate sarebbe da "irresponsabili": "Chi chiede il voto in estate non ha a cuore la democrazia perché far votare il paese a luglio significherebbe impedire a una parte del Paese di votare e sarebbe quanto di meno democratico possibile".

"Siamo in questa situazione per l’irresponsabilità di chi ha vinto le elezioni, che ci ha tenuto in un balletto ridicolo per mesi. Si sono subito accordati spartendosi le cariche istituzionali, anche quelle che di solito lasciate alle opposizioni, cementando un accordo di potere però ora non riescono a fare il passo successivo, cioè quello di dare un governo al paese. Oggi vogliono usare la maggioranza parlamentare che hanno costruito per spartirsi le cariche istituzionali per ripiombare il Paese nel voto, un voto che credo non sia quello che serve".

08 maggio 10:00 Mattarella vuole che i partiti trovino soluzione “politica”, M5S e Cdx: “No a governi tecnici”

Dopo la fine del terzo giro di consultazioni, che si è concluso ieri sera, restano i veti incrociati di Lega e M5S, nonostante il presidente Mattarella abbia passato ancora una volta la palla ai partiti, esortandoli a trovare una soluzione "politica". Rimane sostanzialmente l'indisponibilità di Di Maio a formare un governo con una coalizione che contempli al suo interno Silvio Berlusconi, sebbene il leader pentastellato abbia dichiarato di voler fare un passo di lato, rinunciando alla premiership. Il capo politico del Movimento ha dichiarato ieri sera di aver lasciato il "cellulare acceso" per Salvini, a ulteriore prova di una sua apertura al dialogo con la Lega. Ma il leader del Carroccio tira dritto, e ribadisce il suo "aut aut": "O governo di centrodestra o al voto il prima possibile", anche a luglio. Ma le elezioni in estate non sarebbero gradite, non solo al Quirinale, che paventa anche un forte rischio astensionismo, ma non piacerebbero nemmeno al Cavaliere. La data papabile per un ritorno alle urne, che è circolata nelle ultime ore, è quella del 22 luglio. Tutti principali partiti hanno mostrato una chiusura di fronte a un richiamo alla responsabilità del Presidente Mattarella, che in alternativa a un ritorno al voto, ha proposto un governo di garanzia fino a dicembre, e poi nuove elezioni in primavera. Ma un governo "neutrale", ha sottolineato il Presidente, sarebbe pronto a dimettersi subito, qualora si manifestasse la possibilità di un'alleanza tra i partiti che hanno vinto le elezioni del 4 marzo. Soltanto il Pd si è detto pronto a sostenere l'iniziativa di Mattarella, mentre M5S e centrodestra dicono a gran voce: "No a governi tecnici". Meloni sintetizza così: "Nel 2011 era lo spread, ora l'aumento dell'Iva: cambiano le "minacce" ma la volontà di calpestare la sovranità popolare è la stessa". E parla di "colpo di Stato mascherato".

08 maggio 09:46 Di Maio: “Se si tornerà a votare sarà colpa di Salvini, ne risponderà alla storia”

Secondo il capo politico del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio se si tornerà a votare la colpa sarà di Matteo Salvini. Intervistato da Rtl 102.5 il giorno dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha proposto un governo neutrale fino a dicembre, Di Maio sembra però essere già in campagna elettorale, come annunciato da lui stesso ieri, durante una diretta Facebook. “Se si tornerà a votare la colpa è di Salvini che ha scelto la restaurazione al cambiamento e ne risponderà alla storia e agli italiani”. Secondo il leader del M5s non ci sono alternative al voto: “Le prossime elezioni saranno un ballottaggio tra M5s e Salvini”.

Di Maio ironizza sul suo rapporto con il leader della Lega: “Mi ricorda quello stato di Facebook, una relazione complicata. La Lega è una forza con enormi potenzialità ma se non è libera non può fare nulla per questo Paese. Sarà interessante vedere questo signore in campagna a dire io voglio cambiare il Paese con Berlusconi”. “Io – continua Di Maio – sono sempre stato onesto e lineare anche con il Quirinale. Noi un governo neutrale non lo votiamo perché significherebbe portare al governo persone che non hanno una connessione con la popolazione e rischierebbero solo di far quadrare i conti con un effetto simile a quello del governo Monti”.

La data più probabile per il voto è quella del 22 luglio, secondo il capo politico del M5s. Che sa bene quanto alto sia il rischio di astensionismo, considerato un vero e proprio “dramma”. Inoltre, spiega ancora Di Maio, il rischio è che Salvini si ripresenti con Berlusconi in coalizione: “Saremmo punto e a capo. Queste coalizioni non nascono per un’ideale ma per fini elettorali”, spiega parlando della possibilità di un accordo post-elettorale con la Lega. Infine, un passaggio sulla sua carriera politica: “Se avessimo chiuso un governo di programma della durata di due anni per me la mia carriera politica sarebbe anche potuta finire così”.