21 Ottobre 14:00 Leopolda 9, Renzi: “Non lasciamo l’Italia a cialtroni e bugiardi che la vogliono distruggere”

Matteo Renzi chiude la nona edizione della Leopolda, la tre giorni organizzata dalla componente renziana del Partito Democratico. Nel corso di questa edizione, i militanti e gli esponenti del Pd hanno discusso soprattutto della legge di bilancio promossa dal governo Lega-M5s e dei danni che questa manovra finanziaria potrebbe provocare all'Italia, soprattutto in termini di sfiducia dei mercati  finanziari e di crescita dello spread: "Siamo quelli che restano, quelli che hanno i sogni come fari, quelli che possono barcollare e sbattono contro il muro ma continuano a rappresentare una speranza per se stessi e per gli altri. Io ho due parole con le quali vorrei iniziare: non soltanto grazie, ma soprattutto perché. Siamo stati per tre edizioni al governo, per tre il governo e per altre tre edizioni all'opposizione. Quelli al governo ora stanno sfasciando l'economia italiana e mandando il Paese contro un muro. Io pensavo ‘vabbè, dopo le elezioni si calmeranno' e invece no. Posso dire una cosa? L'odio fa male, i quintali di fango che ci hanno buttato addosso hanno fatto male, ma l'odio è un boomerang che torna indietro e porterà i giacobini sul patibolo. Chi vive di odio dura una stagione e ne paga le conseguenze. Noi non dobbiamo rispondere all'odio con l'odio, noi rispondiamo con fatti e numeri e proviamo a raccontare che cosa abbiamo nella mente e nel cuore e perché siamo diversi da questi".

"Abbiamo riconosciuto che anche nel momento più difficile, quello dopo la sconitta, noi abbiamo fatto politica e non abbiamo ceduto all'odio e alla rabbia. In tempi in cui chi prova a fare un ragionamento viene immediatamente manganellato, in questi tempi è fondamentale non perdere l'abitudine al ragionamento e ricordarci perché abbiamo detto di no a fare il governo con i 5 Stelle. Io ho rappresentato un pezzo di popolo quando sono stato leader, e non c'è leader senza popolo. Ci chiedevano di politicizzare l'antipolitica e di educare i grillini, ce lo chiedevano in molti, chiedevano che ci trasformassimo nei piccoli alleati saggi dei grillini e al centrodestra cheidevano di fare lo stesso con Salvini".

"Era un disegno preciso, volevano un populismo di centrosinistra e di centrodestra, chiedevano di abdicare alla politica. Non potevamo farlo. Quando io sono andato da Fazio a dire che se avessero voluto fare il governo avrebbero potuto farlo da soli, io non ho detto di no all'accordo, ma ho difeso un ragionamento. Un accordo con M5S sarebbe stato molto vantaggioso per noi, ma la politica non può essere solo un gioco di potere. Non potevamo accettare, perché non potevamo non difendere i nostri valori. E torneremo prima o poi al governo. Fin dai tempi del mio governo ci sono state forze che hanno sostenuto questi populismi e ora stanno zitti. Nel 2016, grazie al mio carattere, la Brexit ha vinto, sempre nel 2016, sempre a causa del mio carattere, Trump ha vinto le elezioni. Magari fosse il mio carattere il problema, l'ondata populista di destra non è colpa del mio carattere e va affrontata al più presto perché altrimenti non la vinceremo più".

"C'è un problema, ed è il populismo grillo-leghista. Di Maio e Salvini fingono di litigare, ma sono attaccati alle loro poltrone con un doppio strato di colla. Loro hanno tolto i soldi sulle periferie e ora ci fanno la morale, loro sono quelli che hanno messo i denari per chi non lavora. Vogliono dare i bonus ma li devi spendere come dico io, puoi lavorare ma non la domenica, ma solo i commessi. E allora perché i camerieri no? Questo è uno stato padrone, uno stato etico che ti impedisce di dimostrare quello che vali e ti obbliga a fare quello che impone lui. E' uno stato etico che però cancella una parola altrettanto bella, la legalità. Cos'è il condono? E' una cosa che ti dice che se hai pagato le tasse sei scemo. Beppe Grill0 ha fondato una carriera sull'essere pagato in nero. Hanno fatto il quarto condono edilizio in vent'anni a Ischia e nessun giornalista d'inchiesta si domanda perché Di Maio è così fissato con il condono per Ischia".

"Ma se avessimo avuto noi un ministro con i soldi in Svizzera, il ministro Savona, cos'avrebbero detto? Hanno mostrificato noi controllandoci anche se i calzini erano appaiati bene e contemporaneamente hanno regalato una patina di legalità a chi prende a schiaffi la legalità a partire dal ministro dell'Interno che deve restiuire 48 milioni e prende in giro i magistrati. Mi sentirei di dare un consiglio a Matteo Salvini, se mi ascoltasse, e a Di Maio, se mi capisse: domani mattina i mercati balleranno, dopo che Moody's ha declassato l'Italia e in settimana arriverà la risposta della Commissione europea e altri giudizi delle agenzie di rating. I primi che pagheranno saranno i dipendenti pubblici che faranno fatica a prendere lo stipendio, i cittadini che faranno fatica ad avere un mutuo, i mercati sono quella cosa che ti dà o non ti dà le risorse per andare avanti. Recuperate serietà perché state sfasciando i conti e non state mantenendo nemmeno le promesse elettorali".

"Hanno detto che avrebbero dato 780 euro a chi non prendeva almeno 780 euro al mese. Sapete quanto vale complessivamente questa promessa? Dati pubblici dell'Agenzia delle Entrate, vale 64 miliardi di euro, loro ne hanno stanziati 10. Stanno sfasciando i conti senza nemmeno mantenere le promesse. E allora da parte nostra deve esserci un sussulto e dobbiamo dire che noi non ci vergogniamo di quello che abbiamo fatto. State prendendo in giro gli italiani e vale per tutto ciò che hanno promesso. Gli italiani stanno portando i soldi all'estero e questo è un dramma. In attesa di capire se Salvini e Di Maio vogliono uscire dall'Euro, gli Euro stanno uscendo dall'Italia. Dobbiamo però avere la capacità di fare un passo in più: noi siamo quelli che restano, ma anche quelli che resistono. Ci hanno fatto credere che il problema dell'Italia fosse l'immigrazione, quando il problema dell'Italia è la legalità. Il futuro dell'Italia non è fare la guerra a Macron o all'Europa, caro Salvini. Io voglio fare la guerra a Viktor Orban che dopo aver preso i soldi dell'Europa ha chiuso le porte".

A chi ci dice che non stiamo facendo opposizione, dico che se c'è qualcuno che sta facendo opposizione sono proprio i parlamentari del Pd, contro i quali c'è un pregiudizio a prescindere. La resistenza culturale passa per chiamare le cose con il loro nome: ieri il presidente della Rai ha detto che gli eurodeputati del Pd sono finanziati da Soros. Il presidente della Rai è una fake news vivente, una fake news che cammina e io non ho paura di dirlo. Il presidente della Rai è un bugiardo e chiedo ai parlamentari del Pd di denunciarlo per calunnia e diffamazione. Vergogna. Uno scandalo senza precedenti nella storia italiana, neanche Berlusconi è arrivato a tanto. E chiedo ai presidenti Casellati e Fico di controllare le schede della sua elezioni per verificare che non siano segnate, perché c'è il sentore che sia successo qualcosa. Non lasciamo l'Italia ai cialtroni e ai bugiardi che la vogliono distruggere", ha concluso Renzi.

La Leopolda numero 10, ha infine annunciato Renzi, inizierà venerdì 25 ottobre 2019, anniversario della pedonalizzazione di Piazza del Duomo a Firenze.

21 Ottobre 13:02 Leopolda 2018, il nuovo segretario Pd? I militanti invocano a gran voce il ritorno di Renzi

 

Si conclude oggi la nona edizione della Leopolda, la kermesse fiorentina organizzata dalla corrente renziana del Partito Democratico. Nel corso della tre giorni, la prima non governativa dal 2014, numerosi sono stati i militanti e i simpatizzanti di Matteo Renzi arrivati da ogni parte d'Italia. A qualche mese dalle primarie del Pd, in campo ci sono candidati di ogni tipo, da Matteo Richetti a Cesare Damiano passando per Luca Zingaretti e, forse, anche l'ex ministro Marco Minniti. I militanti e simpatizzanti intervistati, però, per la maggior parte dichiarano di avere nostalgia di Matteo Renzi e sarebbero felici se l'ex presidente del Consiglio decidesse di scendere nuovamente in campo candidandosi alle primarie perché attualmente "è l'unico vero leader del Pd e l'ha già dimostrato dimettendosi".

21 Ottobre 10:48 Leopolda 9, è il giorno di Matteo Renzi: “Governo di cialtroni”

Si chiuderà con l'intervento dal palco di Matteo Renzi la nona edizione della Leopolda, l'ormai tradizionale appuntamento dell'area che fa riferimento all'ex Presidente del Consiglio. Una edizione contrassegnata da una grande partecipazione di iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico, come testimoniato dalle lunghe file della giornata di ieri e dalla folla che già dalle prime ore del mattino si è presentata all'ingresso della stazione Leopolda. L'intervento di Renzi è atteso per ora di pranzo, mentre stamattina parleranno dal palco altri "big" della componente renziana e, come di consueto, esponenti del mondo della cultura e delle professioni.

Al centro del dibattito quella che Renzi ha definito "la nostra idea di Paese", con grande centralità riservata alla contromanovra predisposta dall'ex segretario del PD e dall'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Una ipotesi di lavoro che è servita a Renzi per attaccare duramente il governo Conte, a suo dire costituito da "cialtroni" irresponsabili che rischiano di mettere in serio pericolo i conti pubblici.

Bocche cucite o quasi, invece, per quel che riguarda il congresso del Partito Democratico, con lo stesso Marco Minniti che non ha sciolto la riserva sulla sua candidatura.

20 Ottobre 18:56 Leopolda 9, Minniti: “Per ora non mi candido alle primarie del Pd”

Interpellato dal conduttore televisivo Enrico Lucci, l'ex ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha dichiarato che per il momento non ha intenzione di candidarsi alle primarie del Pd. "Vogliamo sapere tutti se ti candidi", ha chiesto Lucci a bruciapelo all'ex capo del Viminale. "Al momento no", ha replicato Marco Minniti, prima di lasciare la platea della Leopolda e recarsi nel retropalco per raggiungere Matteo Renzi. La candidatura di Minniti a segretario del Pd era stata proposta qualche settimana fa da un gruppo di sindaci dem, tra cui Dario Nardella. Minniti, però, sebbene inizialmente avesse lasciato intendere che ci avrebbe pensato su, al momento non ha ancora preso una decisione.

20 Ottobre 17:47 Leopolda 9, i parlamentari Pd contro il governo: “Con Salvini i migranti muoiono in mare”

 

Nel corso della nona edizione della Leopolda, alcuni parlamentari dem hanno aspramente criticato le misure adottate dal governo, in particolare quelle relative alla gestione dei flussi migratori e all'introduzione del reddito di cittadinanza. Secondo Debora Serracchiani, il reddito di cittadinanza non assomiglia per nulla al Rei del governo Gentiloni, ma anzi creerà non pochi problemi ai disoccupati che lo percepiranno, se riusciranno a percepirlo. Per Roberto Giachetti, invece, le politiche attuate dall'ex ministro dell'Interno Marco Minniti non avevano nulla a che vedere con quelle di Matteo Salvini, perché Minniti riuscì a governare il fenomeno dell'immigrazione facendo sì che non morissero più migranti nel Mar Mediterraneo.

20 Ottobre 13:55 Leopolda 9, Boschi: “Potevamo fare meglio, ma abbiamo creato 1 milione di posti di lavoro”

 

Gli errori del Partito Democratico al governo? A margine della Leopolda, l'ex ministro ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, rispondendo a una domanda di Fanpage.it, ha dichiarato: "Potevamo sicuramente fare meglio e di più, ma abbiamo creato 1 milione di posti di lavoro che ora invece il decreto Di Maio sta cancellando. Gli italiani non vogliono il reddito di cittadinanza per stare a casa, ma aiutare il paese a crescere attraverso il lavoro". 

20 Ottobre 11:15 Leopolda 9, il Pd renziano in campo contro il governo Conte: “Torneremo noi”

Nella giornata di venerdì 19 ottobre si è aperta la Leopolda, la tradizionale kermesse fiorentina organizzata dalla corrente renziana del Partito Democratico. Quella di quest'anno è la prima Leopolda non governativa, che vede il Partito Democratico all'opposizione e schierato contro l'attuale governo Conte sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega. Al centro di questa nona edizione, che si intitola "Ritorno al futuro", i renziani dibattono soprattutto della legge di bilancio che l'esecutivo giallo-blu si appresta a varare e dei pericoli che potrebbero scaturire dall'approvazione delle misure proposte da Lega e 5 Stelle.

Nella serata di venerdì, l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e l'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan hanno aspramente criticato la manovra finanziaria e proposto la "contro-manovra" del Pd, invitando il governo a fermarsi per non causare ancora più danni al Paese. "Noi al Governo diciamo: fermatevi, siamo ancora in tempo, se venissero accettate le nostre proposte, lo spread si dimezzerebbe immediatamente. Lo dico con parole poco tecniche, ma stiamo rischiando l’osso del collo”, ha spiegato Renzi ieri sera.