20 maggio 21:15 Contratto di governo, ai gazebo della Lega il 91% vota “sì”

"Sono circa 215mila i cittadini che in questo fine settimane sono andati ai gazebo della Lega per votare il contratto di governo. I sì hanno raggiunto il 91% del totale. Per la Lega si tratta di un ottimo risultato, eccezionale la partecipazione". E' quanto si legge in una nota della Lega. "Non sono arrivati solo sì o no ma anche tanti suggerimenti di modifica e arricchimento al programma. La quasi totalità dei no è legata alla proposta del reddito e all'atteggiamento dei 5 Stelle sull'immigrazione, giudicato troppo morbido", spiega ancora il Carroccio.

Nel Lazio l'affluenza definitiva delle consultazioni ha superato quota 17mila. Nella città di Roma l'affluenza è stata sopra i 10 mila voti. Nella giornata di ieri gli elettori erano stati 9800 nel Lazio e circa 6000 nella Capitale.

20 maggio 20:57 Di Battista: “Nome del premier? Sicuramente un politico non un tecnico, ma non viene da Marte”

"Sono sempre stato contrario a fare un accordo con il Pd. Speravamo che Salvini si sganciasse da Berlusconi. Gli italiani non avevano mai avuto un contratto di governo come questo, e va rispettato. Sanità, pensioni, lavoro. La Sinistra ha distrutto lo stato sociale. Sono queste le priorità, non i diritti civili". Lo ha detto Alessandro Di Battista, ospite a "Non è l'Arena" di Massimo Giletti. Di Battista è in partenza tra nove giorni per il Sud America, con la compagna e il figlioletto.

"Mi auguro che nei prossimi giorni questo governo ottenga la fiducia del Parlamento. Io ci credevo, ero piuttosto fiducioso. Ero convinto che avremmo vinto le elezioni, e ora, da esponente dei 5 Stelle, pretendo che questo contratto, che mi rappresenta e mi soddisfa pienamente, venga rispettato". E sui costi del contratto di governo dice: "Si possono fare una serie di proposte a costo zero. Il Pd avanzi delle proposte invece di dire che prendono i popcorn".

"Il presidente della Repubblica non deve certamente essere un notaio. Il premier? Sarà sicuramente un politico, non un tecnico. La sovranità del popolo italiano deve essere rispettata, non dobbiamo rendere conto un giorno alla Francia e il giorno dopo all'Europa". E aggiunge: "Non credo che il nome del futuro premier che M5S e Lega porteranno al Colle, vi stupirà, non è che viene da Marte". Non è un nome famoso? "Occhio – prosegue – che certi nomi famosi negli ultimi venti anni ci hanno massacrato".

"Il conflitto di interessi in questo Paese non riguarda solo Silvio Berlusconi" – continua Di Battista – "Risolverlo significa ridistribuire il potere, evitare l'accentramento di ricchezza in poche mani, rilanciare l'economia, perché in un Paese normale il superamento del conflitto di interessi genera posti di lavoro. L'errore più grande è fare leggi che siano vendicative. Io non cerco vendetta ma cerco giustizia. E' inaccettabile che ci siano politici che siedono, ad esempio, al Ministero della Sanità, siano finanziati da lobby della sanità privata".

"Spero che sia una legislatura molto parlamentare – spiega Di Battista – dove il governo avrà sì un ruolo importantissimo, ma spetterà soprattutto al parlamento l'onore di fare le leggi. Abbiamo questa opportunità e non la dobbiamo sprecare, non dico come M5s, ma è un'opportunità che hanno i cittadini italiani di riscattarsi. A coloro che non ci hanno votato – conclude – chiedo di supportare un governo che si occupa di diritti economici e sociali, che avrà il coraggio di "prendere di petto" qualche potente. Ci saranno giornate complicate, ci saranno sacche di potere che si ribelleranno quando vorremo tagliare vitalizi o pensioni d'oro. La qualità di un governo è direttamente proporzionale al fiato sul collo che il popolo ha il dovere di esercitare". Quanto al suo futuro l'ex parlamentare M5s aggiunge: "Senza falsa modestia, so di aver portato tanti voti al Movimento 5 Stelle. E questo mi inorgoglisce. Ma oggi ho fatto una scelta di vita e resterò a guardare seguendo con la passione di sempre. Ho grandissima fiducia in Luigi Di Maio".

in evidenza 20 maggio 23:55 Di Maio: “Accordo con Lega chiuso, allo Sviluppo economico e al Lavoro ministro M5S”

"Questo fine settimana l'ho passato a sostenere sindaci in varie città ma la cosa che cambia dalla prossima settimana è che il Movimento 5Stelle andrà al governo del Paese". Il leader del M5s Luigi Di Maio salutando la gente in piazza dei Martiri a Teramo, dove si trova per un'iniziativa elettorale, parla della squadra di governo: "Abbiamo chiesto che il ministero dello Sviluppo economico con dentro quello del Lavoro sia un super ministero per risolvere i problemi degli italiani vada al Movimento 5Stelle insieme a tanti altri e alla possibilità di guidare questo cambiamento". Salvini invece probabilmente sarà il nuovo titolare del Viminale.

Di Maio ribadisce che l'accordo politico con il leader del Carroccio è ormai chiuso: "Ovviamente le prerogative sono ora del presidente della Repubblica, sceglierà lui i passaggi da fare".Tra poche ore, nel pomeriggio, i due leader sono attesi al Quirinale. Sul nome del premier Di Maio però non si sbottona: "Conte o Roventini? Lo scoprirete nelle prossime ore, e non ho detto niente su questi due nomi perché non è detto che siano loro".

Sui rapporti con l'Ue spiega: "Prima di spread e dei parametri di Bruxelles vengono i cittadini italiani con i loro diritti essenziali. E se dovremo pretendere qualcosa in Europa non andremo col cappello in mano ma chiederemo i margini per poter spendere come seconda forza manifatturiera in Europa e che da 20 miliardi e ne vede rientrare 10-12".

E poi arriva la stoccata alla Francia, a proposito dello stop della Torino-Lione, considerata da Di Maio ormai "superata", a proposito della chiusura dell'Ilva, e della retromarcia su molti progetti relativi alle Grandi opere, annunciata sul contratto di governo: "Oggi ci ha criticato anche il ministro dell'economia francese, io a lui rispondo con un sorriso..Fateci partire e poi ci criticate, ne avete tutto il diritto". E spiega: "Abbiamo detto chiaramente e va riconosciuto a Salvini che all'interno del contratto noi volevamo la ri-discussione integrale di tutto il progetto Tav parlando con i francesi, perché giustamente bisogna andare a parlare con i francesi, non si può fare un atto unilaterale".