13 novembre 19:55 Direzione Pd approva la relazione di Renzi, sì a un’alleanza larga: astenuti gli orlandiani

La direzione del Partito Democratico ha approvato la relazione del segretario Matteo Renzi con 164 voti a favore, nessun contrario e una quindicina di astenuti, i rappresentanti dell’area della minoranza guidata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. A essere approvato è stato l’ordine del giorno Martina-Guerini con cui si chiedeva alla direzione di dare il suo consenso alla relazione di Renzi e con il quale si impegna il partito a ricercare un’alleanza sui temi sociali e del lavoro. L’obiettivo è quello di confermare la “volontà di sviluppare un confronto programmatico in vista della prossima legislatura”. I temi prioritari, secondo quanto emerso dall’odg votato, sono quelli del lavoro, della protezione sociale, dell’occupazione, della lotta alla precarietà, della scuola, della formazione, dell’estensione dei diritti civili e di cittadinanza, della riduzione della pressione fiscale e dell’ambiente. L’impegno del partito sarà quello di “verificare la disponibilità di forze di centro e di sinistra, europeiste, civiche, moderate e ambientaliste per la costruzione di un’alleanza elettorale su base programmatica, alternativa a destra e cinque stelle, per le prossime elezioni politiche”.

13 novembre 18:48 Orlando frena: “Non c’è nessuna coalizione, siamo in un vicolo cieco”

Andrea Orlando, ministro della Giustizia, smorza i toni "possibilisti" della relazione del segretario del Partito Democratico: "La verità è che siamo in un vicolo cieco, perché abbiamo approvato una legge che prevede le coalizioni ma noi la coalizione non l'abbiamo. Per esempio in Sicilia abbiamo avuto un fenomeno nuovo: la logica del voto utile che finisce per non premiare il PD. È un rischio che corriamo, proprio perché non abbiamo una proposta politica strutturata".

13 novembre 18:09 Nessuna apertura da Mdp e Si: “Le chiacchiere stanno a zero, costruiamo un altro polo”

Sembrano non bastare le parole di Matteo Renzi e il suo segnale di apertura a una larga coalizione, anche a sinistra, per convincere i suoi interlocutori: ancora scettici Mdp e Si che sembrano non credere alle promesse del segretario del Pd. “Non vediamo nessuna novità. Parole, ma ormai Renzi non è più credibile e il fatto che abbia affidato a Fassino i rapporti con la sinistra, dice tutto su quanto siamo distanti…”, commentano da Mdp. Dubbi anche da Pier Luigi Bersani: “Non lo so, bisogna vedere cosa dice sul resto”, afferma commentando la possibilità di una maggiore sintonia tra Pd e Mdp. “Lui si preoccupa sempre di rivendicare quello che si è fatto. Purtroppo c’è qualche milione di elettori che non è d'accordo. Non è Bersani o Speranza, sono gli elettori che non sono d'accordo, che hanno un giudizio critico su tante cose che si sono fatte e che vedono che a dispetto delle affermazioni che siamo usciti dalla crisi, abbiamo dei problemi, a cominciare da quello del lavoro. E quindi staremo a vedere, seguiamo il resto della discussione. Basta che si sappia che le chiacchiere stanno a zero, ci vogliono dei fatti”. Dubbi vengono sollevati anche da Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana, che su Twitter commenta: "Noi continuiamo e continueremo a lavorare con decisione alla costruzione di un altro polo, alternativo e coraggioso".