15 maggio 19:35 Salvini: “Governo forte o ritorno al voto, non si può andare in Ue con due idee diverse”

Secondo Matteo Salvini o nasce un governo forte, in accordo su tutti i temi, o si torna al voto, perché l’Italia non si può presentare a Bruxelles con due linee diverse. Il leader della Lega, intercettato dai cronisti vicino a Montecitorio, spiega la sua posizione: “O nasce un governo forte e vuol dire che si raggiunge un'intesa con i Cinque Stelle su tutto o quasi, o se pure, come è possibile, rimangono le distanze, responsabilmente si può dire che ce l'abbiamo messa tutta. E se non siamo in grado di partire, l'unica è dare la parola agli italiani”.

L’eventuale rottura tra Lega e M5ssarà una scelta presa da entrambi – spiega ancora Salvini -. Ci sono alcuni temi su cui siamo lontani ed è chiaro che non possiamo andare a Bruxelles con un governo che rappresenti due idee lontane”. Secondo Salvini, però, di più “non possiamo fare: io ringrazio coloro che ci stanno mettendo l'anima. Se c’è un accordo con un governo forte che parte, poi sui nomi ci si mette d'accordo. Se rimangono le distanze si prende atto che ce l'abbiamo messa tutta e ci abbiamo provato”.

Salvini si dice comunque ottimista, “però i giorni passano e sono anche realista”, precisa. Infine, sul suo alleato Silvio Berlusconi aggiunge: “Ogni mia scelta prescinde da quello che faranno gli altri: se parte un governo parte con noi. E noi abbiamo ribadito la fedeltà a un voto che ha premiato non solo la Lega ma tutto il centrodestra”.

15 maggio 18:30 Di Maio: “Ci vuole tempo, ma il contratto sarà una bomba”

Un contratto di governo che sarà una “bomba” secondo Luigi Di Maio. Il capo politico pentastellato spiega che ci vuole tempo per chiudere il contratto tra M5s e Lega e per farlo bene ma si dice comunque sicuro del risultato positivo nel caso in cui si riesca a trovare un accordo. “Più ci attaccano, più sono motivato perché vedo tanta paura per il cambiamento. Questo è il momento del coraggio di andare fino in fondo e cambiare le cose. I presupposti ci sono? Dipende, dipende se riusciamo a chiudere il contratto e mettere tutti i temi. Se ci riusciamo sarà una bomba. Chi ha coraggio ci dia una mano e se riusciamo è la grande occasione per il cambiamento. Il M5s c’è e vuole portare a casa quel risultato. Questo sabato e questa domenica ci vediamo nelle piazze per aggiornarvi su tutti i contenuti”.

Nella nostra storia – afferma Di Maio in diretta Facebook – abbiamo sempre corso da soli, perché delle altre forze politiche non ci fidavamo. E infatti abbiamo proposto un contratto e non un'alleanza, perché noi degli altri non ci siamo mai fidati. È il contratto che avremmo rivendicato quando non ci fossero più state le condizioni per andare avanti. Molti ironizzano, per noi è una cosa seria ed è il perno di qualsiasi governo si costruisca”.

Di Maio se la prende anche con l’Europa e gli opinionisti: “Tanti esperti di politica, tanti opinionisti se ne facciano una ragione. Per noi il contratto di programma è una cosa seria e lo stiamo costruendo in sei giorni. Noi abbiamo quasi concluso questo lavoro in sei giorni In Germania ci hanno messo sei mesi. In questi giorni non c’è un solo giornale che non tifi per il fallimento di questo tavolo, abbiamo attacchi continui da qualche eurocrate non eletto da nessuno. Financial Times dice che ‘arrivano i barbari a Roma', come vi permettete? Più arrivano questi attacchi e più sono motivato. Ci riusciremo? Non lo so, ma più ci attaccano e più sono motivato perché vedo tanta paura da parte di un certo establishment ma chi non vuole il cambiamento è nostro nemico”.

Entro stasera Di Maio dovrebbe vedere Salvini, come annunciato dallo stesso leader della Lega. Se ci dovesse essere una rinuncia a formare il governo, comunque, "sarà una scelta presa da entrambi – precisa Salvini – ci sono alcuni temi su cui siamo lontani ed è chiaro che non possiamo andare a Bruxelles con un governo che rappresenti due idee lontane. Ma sono le prossime ore quelle in cui decideremo", conclude il leader della Lega.

15 maggio 16:02 Pd a Lega e M5s: “Riconsiderino la proposta di Mattarella” di un governo neutrale

Il Partito Democratico chiede ai partiti, soprattutto a MoVimento 5 Stelle e Lega, di rivalutare la proposta del capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha ipotizzato di far nascere un governo neutrale che traghetti il Paese per qualche mese. Se non ci sono le condizioni per far nascere un governo M5s-Lega, afferma il segretario reggente Maurizio Martina in conferenza stampa, “devono dismettere la campagna elettorale permanente e dire chiaramente che questa ipotesi è fallita. Rimane sul tavolo uno scenario di grande incertezza che il Paese non può permettersi”.

Graziano Delrio, capogruppo alla Camera del Pd, fa eco a Martina: “Se si continua a perdere tempo invitiamo i partiti a considerare la proposta del presidente della Repubblica, che è l’unica seria sul tavolo”. Delrio, “dopo 70 giorni di chiacchiere”, decide anche di avanzare alcune proposte di legge immediatamente attuabili. E parte, prima, dall’idea di creare e far entrare in attività le commissioni permanenti. “Questo rinvio continuo non permette al Parlamento di lavorare. Su questo anche Forza Italia ci aveva seguito e quindi chiediamo di nuovo al presidente della Camera di valutare questa possibilità”, afferma.

Il primo campo di lavoro – spiega Delrio – è il campo sociale. Il Rei è lo strumento individuato dal precedente governo, oggi è a metà del guado, con 4 miliardi si può completare la copertura per tutti i poveri italiani. Per fare una nuova legge ci vogliono almeno 2 anni, invece qua ci sono già i decreti attuativi, c’è tutto. C’è la possibilità di estenderlo immediatamente, è alla portata di mano. La seconda proposta riguarda famiglie in condizioni di fragilità, è il tema della rivoluzione fiscale a favore delle famiglie. Abbiamo messo detrazioni o assegni per i figli, stiamo lavorando a un assegno unico, universale. Abbiamo lavorato a un unico assegno che si coordina con il Rei”.

Il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, attacca Lega e M5s: “Ricordo a tutti la fretta di fare un accordo spartitori per le cariche di Camera e Senato, perché bisognava mettere nelle condizioni il Parlamento di poter lavorare subito. In realtà, Lega e M5s stanno impedendo al Parlamento di cominciare a lavorare. Stanno tenendo mille parlamentari, gli stanno impedendo di lavorare, a fronte di esigenze del Paese molto chiare. Noi al Senato proporremo con forza di costituire le commissioni permanenti, di eleggere gli uffici di presidenza e di cominciare a lavorare. Il tempo gioca contro l’interesse della nostra comunità nazionale. Abbiamo presentato oltre 80 proposte di legge finora, ma tutto è bloccato grazie alla loro incapacità”.