Il tanto conteso Lisippo è dell'Italia e qui dovrà fare ritorno. Dopo la contesa decennale con il Museo di Malibù dove è stata conservata la statua fino a oggi, la Corte di Cassazione ha messo su carta la confisca dell'opera per riportarla nei territori dai quali è stata illecitamente espropriata. Sono stati respinti i ricorsi dei legali del museo californiano e dopo un travagliato botta e risposta, sollecitazioni di ogni genere perché il governo degli Stati Uniti lasciasse tornare in terra natia la statua, finalmente la decisione della Corte mette il punto finale alla questione. Le motivazioni della restituzione del Lisippo dovrebbero essere pronte in qualche settimana. Proprio sulle motivazioni la Procura di Pesaro potrà in seguito preparare la rogatoria rendendo così effettivamente esecutivo il provvedimento.

Traspare un sentimento di gioia dalle parole del procuratore della Repubblica di Pesaro, Cristina Tedeschi:"Aspettiamo di leggere e poi ci metteremo subito al lavoro". Arrivano parole che celebrano il risultato anche dal pm Silvia Cecchi:"Una vittoria che è il frutto di un lavoro di gruppo. Era un caso davvero complesso e alla fine abbiamo avuto ragione".Ora si comincia a ragionare sul come riuscirà a tornare in Italia l'Atleta di Fano, su quanto tempo ci vorrà a farla tornare e come farà ad attraversare l'oceano la statua. Ma ancora di più ci si chiede dove posizionarla una volta tornata in Italia.

L'Atleta di Fano, conosciuto negli Stati Uniti anche come Victorious Youth, è una scultura in bronzo, datata tra il IV e il II secolo a.C., attribuita allo scultore greco LisippoLa statua è stata pescata nel Mare Adriatico al largo della costiera della città di Fano il 14 agosto 1964 da un peschereccio italiano. Il Getty Museum di Malibù lo acquistò in modo illegale nel 1977, e l'Italia si è avvalsa del "legame rilevante" tra la Statua e lo Stato Italiano, in base al quale è possibile richiedere il ritorno di un bene illecitamente sottratto.