"Io ascolto con interesse estremo i rilievi del capo dello Stato, ma la legittima difesa è legge dello Stato e i rapinatori da oggi sanno che se entrano in una casa, un italiano può difendersi senza rischiare di passar anni davanti a un tribunale in Italia". Lo ha affermato Matteo Salvini dopo avere concluso un comizio nel Catanese, dopo aver appreso della lettera del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha promulgato la legge sulla legittima difesa, approvata in via definitiva al Senato a fine marzo. "Questa legge – ha aggiunto – rende il mestiere dei rapinatori più pericoloso di quello che era ieri". 

Nella lettera indirizzata alle Camere e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte il presidente della Repubblica ha fatto alcune osservazioni: ha sottolineato che la nuova legge non indebolisce il ruolo dello Stato, che rimane l'unico responsabile della sicurezza dei cittadini. Mattarella evidenzia che il concetto di "grave turbamento", che sancisce appunto che difesa sarebbe sempre legittima da parte di chi percepisce un pericolo per la propria vita: tale attenuante infatti non può essere invocata "soggettivamente" da chi ha sparato. Semplificando, sottolinea nella missiva, così fosse chiunque si difenda potrebbe dire di essere stato in stato di grave turbamento, per evitare appunto il processo per eccesso di legittima difesa.

"Ricorso alla Consulta? Vorrei vedere – ha osservato il ministro degli Interni – qualche giudice della Consulta, dio non voglia, che si trovasse qualcuno in casa armato e sta lì a sfogliare il Codice penale prima di difendere se stesso e i figli. Siamo seri. Chi entra in casa altrui armato, da oggi ne paga le conseguenze. La legge è legge, oggi in Italia fare il rapinatore è più pericoloso rispetto a ieri".

Per Matteo Salvini si tratta insomma di una "Bellissima notizia per gli italiani perbene e pessima per i delinquenti: come avevamo promesso, da oggi la legittima difesa è legge dello Stato! Grazie al presidente della Repubblica. Noi stiamo dalla parte di chi si difende". 

Ma secondo il presidente dell'Unione delle Camere penali Giandomenico Caiazza l'interpretazione di Mattarella sulla riforma della legittima difesa "vanifica l'intero impianto normativo e ne dimostra la vuota natura propagandistica". Caiazza giudica la lettera del capo dello Stato "un fatto eccezionale che dimostra la fondatezza delle perplessità di ordine costituzionale che dal primo momento abbiamo denunziato". 

"Piena adesione a quanto segnalato da Mattarella", ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Pasquale Grasso, che a proposito della riforma osserva ancora: "è legge dello Stato. Nella concreta applicazione, se emergeranno dubbi di costituzionalità, saranno sottoposti al vaglio della Corte Costituzionale".

Sulle osservazioni del presidente della Repubblica è intervenuta anche la leader di Civica popolare ed ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "Le raccomandazioni del presidente Mattarella sulla legittima difesa sono imprescindibili: niente pistoleri, niente far west. L'unico vero faro deve restare la Costituzione anche per una legge come questa, nata male tra polemiche e incomprensioni, con il Parlamento ostaggio della propaganda".