Le donne che lavorano in Cadiai, coop sociale da 40 anni a Bologna.
in foto: Le donne che lavorano in Cadiai, coop sociale da 40 anni a Bologna.

 Emilia-Romagna, Umbria, Campania. Ovvero la tradizione delle cooperative sociali del centro italia e il coraggio dell'impresa rosa a Casal di Principe, in quella che tristemente è oggi conosciuta come "Gomorra". Tre storie, tre donne, legate da un filo e da obiettivi comuni. È l'Italia che non fa parlare i patinati né le fiction, è il motore del Paese ma non fa audience. È il popolo operoso e silenzioso che tesse la rete del welfare italiano, quello descritto da "Futura", il docu-film prodotto da Legacoopsociali e realizzato da Mario Leombruno, Luca Romano e Giuseppe Manzo. "Femminile plurale per la nuova economia" è il sottotitolo che spiega questo lavoro, proiettato all'ultimo congresso di Legacoopsociali e ora disponibile su Fanpage.it per il web. Il Paese della cooperazione sociale è l'Italia delle donne, un mondo esattamente contrario a quello che siamo abituati a vedere tutti i giorni nelle altre realtà. Non è quello del 50 per cento di disoccupazione femminile, non è quello costretto alle quote rosa per ottenere un minimo di rappresentanza, non è quello della condizione salariale discriminante né quello – vergognoso – del 9 percento nei ruoli dirigenti in rosa. È un paese in cui il lavoro si coniuga con i tempi e i diritti di genere: nelle coop sociali c’è il 70 percento di occupazione femminile e il 50 percento di donne nei Consigli di amministrazione, senza dimenticare che in Legacoopsociali sono donne la presidente e la vicepresidente nazionali.

Dunque il filo della solidarietà e della cooperazione che rotola da Nord e giù fino a Terra di Lavoro racconta di una coop sociale bolognese, di una realtà perugina e di un centro antiviolenza casertano. "Futura" parte dalla più antica cooperativa sociale, la "Cadiai", nata a Bologna nel 1974 e oggi presieduta da Franca Gugliemetti, specializzata in servizi alla persona, all'infanzia e agli anziani. Poi va a Città di Castello (Perugia) e a raccontare è Alessandra Garavani, presidente de "Il Poliedro". Madre, moglie e massimo dirigente di un'impresa sociale che si occupa dell'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. A Sud, infine, la realtà casertana e la sfida dei centri antiviolenza della coop sociale "Eva" guidata da Raffaella Palladino: aprire una comunità per donne maltrattate in un bene confiscato alla camorra, la casa del boss dei Casalesi Walter Schiavone.