Sono sette i medici iscritti nel registro degli indagati in relazione alla morte di un settantaduenne cardiopatico nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Si tratta di un atto dovuto in seguito alla denuncia presentata poche ore dopo il decesso, il 28 febbraio, dal figlio dell'uomo: lui e gli altri familiari, sconvolti per la perdita del caro, avevano cominciato a inveire contro il personale ospedaliero tanto da costringere gli stessi medici e infermieri a chiudersi a chiave nelle stanze per sfuggire agli insulti. Erano stati loro stessi a consigliare all'uomo di sporgere denuncia.

I familiari del 72enne – come spiega Il Quotidiano di Lecce – sono difesi dagli avvocati Giovanni Tarantini e Giancarlo Dei Lazzaretti. Stando a una prima ricostruzione, l'anziano si era recato al pronto soccorso nella notte tra il 27 e il 28 febbraio. I medici, tuttavia, l'avevano subito dimesso con le indicazioni di una terapia da fare a casa. Ma dopo un malore, la mattina del 28 l'uomo è tornato al Pronto soccorso e lì,  circa tre ore più tardi, è morto per arresto cardiaco. Sulla morte ora i parenti vogliono fare piena luce. Nel frattempo la direzione ospedaliera sta valutando la possibilità di sporgere denuncia per interruzione di pubblico servizio nei momenti che sono seguiti alla morte dell'uomo, in riferimento all'aggressione e alle minacce del figlio che ha imposto al personale sanitario una pausa forzata.