Fino a oggi abbiamo sempre cercato di evitare temi "politici", oppure, quanto meno temi relativi a future proposte di legge, in quanto tali proposte dovranno fare tanta strada prima di essere approvate dal parlamento e diventare legge.

Ieri, però, il  nuovo Ministro Orlano ha presentato al Senato le sue idee in materia, dopo aver notato che il numero dei processi in Italia  è ingestibile ha proposto, per eliminare il contezioso, di creare delle

camere arbitrali (per quanto si capisce) destinate alla "rottamazione" dei procedimenti pendenti, tipo GOA, ma privato, (sarebbe opportuno chiedersi perché non rafforzare la figura dell'arbitrato anche per i processi che iniziano, con tutte le possibili  regole come ad esempio: a scelta delle parti, alternativo alla mediazione obbligatoria);

procedura di negoziazione assistita tra gli avvocati delle parti, per i procedimenti da iniziare, il tentativo, cioè di trovare un accordo tra gli avvocati delle parti, (il procedimento dovrebbe essere usato soprattutto in materia di separazione e divorzio) con valore di titolo esecutivo;

numero "programmato" per gli avvocati per i futuri avvocati, (ed è evidente che prima che questo numero chiuso/programmato possa avere qualche effetto, passeranno decenni);

–   attribuzione ai notai delle autorizzazioni di volontaria giurisdizione, come avviene per le omologhe degli atti societari

informatizzazione del processo civile e penale (sarebbe bello avere almeno un redattore atti gratuito e prodotto dal ministero).

Alla fine, nulla di nuovo sotto il sole, alla mediazione obbligatoria si sostituisce l'arbitrato "rottamatore", posto l'evidente fallimento della mediazione; sarebbe il caso però di pensare e di sottolineare questo semplice elemento:  prima mi fai pagare la mediazione per accedere alla giustizia, poi mi fai pagare il contributo unificato per iniziare il processo, infine,  mi mandi a rottamare il procedimento dall'arbitro, quando ti accorgi che tutte le riforme che hai fatto sono inutili.

La negoziazione assistita, è  inutile girare intorno al problema è sempre il sistema della  mediazione, ma senza la presenza del mediatore. Potrà valere per quei procedimenti nei quali è possibile raggiungere ad un accordo,  basta vedere il numero delle separazioni consensuali nelle quali la negoziazione assistita già si attua senza nessuna norma di riferimento (altrimenti la separazione o il divorzio è sempre contenzioso e resterà tale con o senza "negoziazione assistita"), ma difficilmente si raggiungerà un accordo (negoziazione). In realtà, potrebbe aumentare i costi a carico delle parti, infatti, se oggi una separazione consensuale potrebbe essere seguita da un unico avvocato, con al negoziazione assistita gli avvocati saranno due (uno per parte).  Senza pensare che in tutte quelle situazioni nelle quali non saranno presenti persone preparate (tecnicamente) difficilmente si potrà usare tale istituto e ci si riferisce alla materia condominiale, che richiede notevoli conoscenze tecniche e non può essere lasciata ad improvvisati.

Occorre, invece, rafforzare ed incentivare la figura degli arbitri.

Invece di prevedere rottamazioni, sarebbe opportuno rafforzare l'istituto dell'arbitrato soprattutto per il contenzioso attuale, eventualmente limitandolo al primo grado oppure prevedendo una omologazione (introducendo, per rendere appetibile ed economicamente convenitene il sistema arbitrale, delle detrazioni fiscali, come avviene per la mediazione), questo perché un sistema moderno ed efficiente richiede giustizia celere (settimanale),  tempi, quest'ultimi, che il sistema pubblico non può più garantire (qualsiasi riforma si attui).

Il codice di procedura civile pensato nel 1942 (in un sistema che prevedeva il controllo pubblico assoluto) non vedeva di buon occhio gli arbitri, eppure erano previste delle norme che regolano l'istituto (ovviamente pensate per incentivare il ricorso al giudice pubblico), ma in un sistema economico – giuridico moderno (siamo nel 2014) continuare con l'ostracismo nei confronti dell'arbitro (privato) e garantire solo l'arbitro (pubblico, cioè il giudice) non ha più motivo di esistere. Questa può essere l'unica vera riforma.

Anche se il numero chiuso per gli avvocati fosse introdotto oggi (intendendosi blocco assoluto delle abilitazioni per i prossimi 10 anni), dato l'alto numero di legali, il blocco porterebbe dei benefici solo tra 20 anni; in realtà bisognerebbe spingere sulla preparazione dei singoli avvocati.

Della sistemazione complessiva della Magistratura Onoraria, si parla da anni, senza mai giungere a nulla. L'aumento delle "competenze", per valore e per materia (condominio e comunione) dei giudici di pace, non risolve nessuna questione, sposta i procedimenti da un ufficio ad un altro.

Le linee programmatiche del Ministero della Giustizia in pdf