Sarebbero ben 83 le nazioni coinvolte dall'allarme salmonella nelle confezioni di latte in polvere per neonati Lactalis. Sono ben 12 i milioni di confezioni ritirate dal mercato, come ha riportato l'agenzia di stampa AFP. Notizia poi confermata dal Ceo dell'azienda francese di Laval, che ne gestisce la produzione e la distribuzione e che controlla anche l'italiana Parmalat, Emmanuel Besnier, in un’intervista al settimanale Sunday: "Dobbiamo misurare la portata di questa operazione", ha dichiarato, assicurando tuttavia che il prodotto in questione non sarà più distribuito e che tutte le confezioni in circolazione sono in corso di richiamo dai punti vendita.

Besnier ha anche annunciato, dopo un incontro con il ministro francese dell'Economia,Bruno Le Maire, che la compagnia valuterà la possibilità di risarcire "tutte le famiglie che hanno subito danni. Quello a cui pensiamo sono prima di tutto le conseguenze di questa crisi sanitaria per i consumatori, bambini sotto i sei mesi. Questo è per noi, per me, motivo di grande preoccupazione".

Il caso salmonellosi era già scoppiato all'inizio dello scorso mese di dicembre, quando furono 35 i bambini a cui venne diagnosticata questa patologia dopo aver consumato latte o altri alimenti per l'infanzia Lactalis. Il latte in questione è stato prodotto "tra metà luglio e la fine di novembre". Le famiglie di tredici di questi minori, le cui vite non sono in pericolo, hanno spiegato che "tutti hanno consumato latte artificiale per lattanti" dei marchi indicati. Pochi giorni dopo la magistratura d'oltralpe aveva deciso anche di aprire un'inchiesta preliminare per stabilire i fatti ed eventuali colpe dopo aver accertato la presenza di altri casi nel Paese.

Ma i primi casi di salmonella che hanno interessato lo stabilimento Lactalis di Craon si sono avuti già nel 2005. E secondo i primi accertamenti dell'Institut Pasteur, il batterio riscontrato lo scorso anno tra i neonati malati è dello stesso tipo di quello scoperto dodici anni fa. Ragion per cui il giornale Canard Enchainé ha scritto che i controlli sanitari dei veterinari non sarebbero stati conformi alla legge negli ultimi anni.

Non solo. Nei mesi scorsi anche in Spagna è stato scoperto un caso di salmonellosi accertata riguardante un bambino che ha consumato questo latte contaminato e un altro caso da confermare in Grecia. I prodotti di Lactalis a rischio sono stati esportati anche all'estero in diversi Paesi, dal Marocco a Taiwan. L'elenco completo, tuttavia, non è ancora stato reso noto. Ma per l'Italia non dovrebbero esserci pericoli, come ha tenuto a sottolineare il Ministero della Salute, precisando che nessuno dei lotti a rischio è stato venduto o è in commercio nel nostro Paese. "Le autorità francesi non hanno comunicato, tramite il sistema di allerta comunitario (Rasff), l'esistenza di lotti spediti verso l'Italia", hanno detto. A titolo precauzionale sono comunque stati avviati i contatti con la Commissione europea e la Francia per ulteriori controlli. Intanto, le associazioni di consumatori francesi si preparano a dare battaglia, con gli avvocati che preparano una mega-causa. Alcuni marchi della grande distribuzione, come Intermarché, in alcuni casi hanno deciso di non vendere più nessuno dei prodotti del gruppo.