La Bce lancia un nuovo allarme sui conti pubblici dei Paesi Ue. In un messaggio diffuso questo pomeriggio in audizione al Parlamento europeo, il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha spiegato: "Politiche insostenibili conducono alla fine ad aggiustamenti socialmente dolorosi e finanziariamente costosi che possono minare la coesione dell'Unione monetaria. Queste politiche espongono l'area dell'euro a rischi di contagio capaci di minare  la coesione dell'unione economica e monetaria". Affrontando il tema della trattativa tra Bruxelles e l'Italia sulla legge di bilancio, Draghi ha aggiunto: "Dico solo che al momento c'è un dialogo, sono sempre stato fiducioso che un accordo può essere raggiunto. Ho detto molte volte che i Paesi ad alto debito devono abbassarlo, perché riducendolo si rafforzano. Ma non aggiungo altro".

Nel corso del suo intervento Draghi non nomina mai direttamente l'Italia – ad eccezione del passaggio sulla trattativa – ma gli avvertimenti lanciati dal Parlamento europeo appaiono proprio diretti al Belpaese, nonché ai Paesi che hanno parzialmente violato le norme Ue in materia di bilancio. "I dati disponibili dalla mia ultima visita a settembre sono stati più deboli delle attese. Un graduale rallentamento è normale mentre l'espansione matura e la crescita converge verso il potenziale di lungo termine. Parte del rallentamento può essere anche temporaneo. Allo stesso tempo, i rischi legati al protezionismo, vulnerabilità nei mercati emergenti e volatilità nei mercati finanziari resta prominente", ha sottolineato Draghi,

Il presidente Bce ha poi confermato che non ci saranno cambiamenti sulla tabella di marcia id uscita dal Qe: "I recenti sviluppi confermano le valutazioni del board sulle prospettive a medio termine dell'inflazione, dunque gli acquisti di asset si fermeranno a dicembre 2018. Allo stesso tempo le incertezze chiedono pazienza, prudenza e persistenza nel calibrare la nostra politica monetaria, quindi uno stimolo significativo è ancora richiesto".