A due anni e nove mesi dall'inizio della sequenza sismica che ha colpito Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo la terre trema ancora nel Centro Italia. Alle 4 e 9 minuti della scorsa notte infatti è stata avvertita una nuova scossa di terremoto, fortunatamente lieve  e di magnitudo 3.1. L'epicentro della scossa è stato a Castelsantangelo Sul Nera a una profondità di 11,9 chilometri, nel cuore dell'Appennino Maceratese devastato dal sisma del 2016. Allarme tra le persone visto che la scossa è stata avvertita in un'area ampia, da Foligno a Norcia, ad Ascoli Piceno. Per ora non sono segnalati danni a persone o cose. Tra i comuni più vicini all'epicentro, al confine tra Marche e Umbria, Ussita e Visso.

"Non abbiamo governi amici": sabato i terremotati scendono in piazza a Montecitorio

Mentre la terra continua a tremare i terremotati del Centro Italia si preparano a scendere in piazza. Lo faranno sabato a mattina a Roma (ore 10 a Montecitorio) per protestare contro l'immobilismo nella ricostruzione. A ormai quasi tre anni dal 24 agosto del 2016, infatti, nessuno sfollato ha potuto fare ritorno a casa. "Siamo stanchi di passerelle elettorali – ha spiegato il coordinamento dei comitati Terremoto Centro Italia – Noi non abbiamo governi amici. Siamo scesi in strada nei nostri territori, siamo scesi in piazza a Roma, abbiamo protestato ma abbiamo anche proposto. Abbiamo scritto emendamenti alle leggi, partecipato ad infinite riunioni, i governi si sono alternati ma la risposta è stata sempre la stessa: una ricostruzione inesistente, un modello di ricostruzione che è imploso su se stesso e che andrebbe cambiato radicalmente perché inadatto, la mancanza di visione e programmazione a medio termine. Insomma l'assenza del Governo, quelli di prima e quelli in carica che solo un anno fa avevano promesso cose che poi non hanno mantenuto".

E ancora i terremotati spiegano: "Il Centro Italia colpito dal terremoto continua a morire lentamente giorno dopo giorno da ben 2 anni e mezzo. Perché chi aveva un lavoro non lo ha più. Migliaia di posti di lavoro, aziende artigiane, agricole, commercianti, costretti a chiudere con pochissime possibilità di riaprire. Perché chi lo ha ancora, inizia a perdere la speranza in un futuro di queste terre, soprattutto i giovani. Ad oggi nessuno, tranne la solidarietà degli italiani, si è preoccupato di ripristinare la situazione, di riportare le condizioni migliori affinché le persone potessero ricominciare a vivere, lavorare, ed avere una speranza di vita dignitosa per se e per la propria famiglia, nei territori che amano senza dover pensare di abbandonarli. Resistiamo immersi nella natura che amiamo come il gamberetto del lago di Pilato. Non abbiamo bisogno di grandi opere inutili ma di un aiuto concreto a ricostruire e rigenerare la bellezza dei nostri luoghi e la ricchezza che ne deriva per l'italia intera. Siamo stanchi di un Governo assente che promette e non mantiene e lascia al proprio destino un territorio cosi vasto dell'Italia centrale tra Marche-Umbria-Lazio-Abruzzo. Siamo stanchi di chi usa i soldi destinati ai terremotati ( SMS solidali-Fondi Europei) come bancomat per altri fini. Siamo stanchi di passerelle e selfie".