Il presidente francese, Emmanuel Macron, prova a rivolgersi ai cittadini per placare la protesta che agita il Paese da settimane, da quando i gilet gialli sono scesi in piazza la prima volta. Macron invoca un “grande dibattito nazionale” per capire quali sono le istanze che arrivano dalla popolazione e portarle al centro dell’attenzione delle politiche governative. “Le vostre proposte permetteranno di costruire un nuovo contratto per la Nazione, di strutturare l'azione del Governo e del Parlamento, ma anche le posizioni della Francia a livello europeo e internazionale. Vi riferirò direttamente nel mese successivo alla fine del dibattito”, spiega il presidente francese. L’obiettivo è quello di “trasformare con voi la rabbia in soluzioni”.

“So che alcuni di noi oggi sono insoddisfatti o arrabbiati”, afferma Macron dicendosi consapevole che “tutti vorrebbero un paese più prospero e una società più giusta. Questa impazienza la condivido e dobbiamo rispondere con idee chiare”. C’è però una condizione a cui Macron non può rinunciare: “Non si può accettare alcuna forma di violenza”, ribadisce facendo probabilmente riferimento ai gilet gialli. “Non accetto, e non posso accettare, pressioni e insulti contro chi è eletto dal popolo, i giornalisti, le istituzioni e i funzionari. Se tutti usano la violenza la società si disfa”, aggiunge ancora il presidente francese.

La lettera era attesa e dà il via al grande dibattito che si aprirà martedì 15 gennaio e andrà avanti fino a metà marzo: l’obiettivo è quello di risolvere la situazione di crisi sociale sfociata nelle proteste dei gilet gialli. “Non è un'elezione né un referendum. Ed è richiesta la vostra espressione, che corrisponde alla vostra storia, alle vostre opinioni e priorità senza distinzione di età o condizione personale”, precisa l’inquilino dell’Eliseo. Macron chiede ai cittadini quali tasse vorrebbero abbassare per prime, quali sono i servizi pubblici che devono essere eliminate e quali sono i suggerimenti anche nell’azione politica. Il grande dibattito si svolgerà attraverso enti locali, associazioni e una piattaforma online.