«È un fatto gravissimo. Il Ministero dell'Interno ha disposto per oggi la deportazione di 48 migranti da Malpensa verso il Sudan con modalità assolutamente fuori legge»: è sdegnato Pippo Civati, leader di Possibile, mentre denuncia il volo programmato per oggi al 12.45 verso Khartoum (Sudan). «Sono ipotizzabili gravissime violazioni di legge – dice Civati – ed in particolare il divieto di espulsioni/respingimenti (anche differiti) collettivi (art. 4 del 4^ protocollo addizionale alla CEDU), nonché la violazione dell’art. 33 della Convenzione di Ginevra del 1951 (principio di non refoulement), dell’art. 10 comma 3 della Costituzione italiana, degli artt. 2, 13 e 19 comma 1 del TU Immigrazione.»

Quindi non è esagerato definire l'operazione illegale?

No, per niente. Il Sudan è un Paese in cui il rispetto dei diritti umani non è garantito ed ognuno dei deportati ha diritto alla valutazione individuale della sua domanda di asilo. Né può essere deportato senza essere obbligatoriamente informato circa il diritto di presentare domanda di asilo.

Del resto Gabrielli, capo della Polizia, aveva parlato di un'operazione di "alleggerimento". Ora come vi muoverete?

Intanto il Ministero deve chiare cosa è successo perché le informazioni che abbiamo dipingono una situazione molto grave. Sull'immigrazione la legge deve essere rispettata in tutti i sensi, sia in entrata che in uscita, sia nell'accoglienza che nell'espulsione. Non si "alleggeriscono" i diritti umani. Prenderemo ovviamente tutte le iniziative non solo sul piano politico ma anche su quello giudiziario, se necessario.

Ma non è strano che accada in agosto, così alla chetichella?

Per ora possiamo solo sperare che venga chiarito e che si tratti di un episodio isolato. Che non sia una prassi.

Tre giorni fa il premier Renzi a Ventotene si augurava un ritorno dell'Europa allo spirito di Altiero Spinelli…

Sì, con l'immagine funesta della portaerei. Una nave militare proprio mentre la stampa internazionale (molto più timidamente quella italiana) continua a denunciare un commercio molto florido di armi tra Europa e Arabia Saudita. Oggi, ad esempio, il quotidiano francese Liberation scrive un pezzo durissimo contro il governo francese e i suoi rifornimenti di armi verso i Paesi arabi. Noi di Possibile da mesi proviamo a rappresentare le giuste proporzioni: riportare gente illegalmente e immotivatamente persone nei propri paesi in guerra non è una grande idea, soprattutto se i regimi sono gli stessi che abbiamo sostenuto. Non si può credere che i casi come quelli di Giulio Regeni si risolvano rispedendo gente a casa. Manca la politica, appunto.

Come se ne esce da questa emergenza continua?

Intanto noi chiediamo un'operazione verità. Pretendiamo trasparenza per valutare l'emergenza, vogliamo i numeri reali, siamo stanchi della propaganda. Il modello italiano dello SPRAR (il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati onda) funziona ed è serio nonostante le illazioni di qualcuno (del resto stanno già lucrando sul terremoto, per dire) ma il problema che è un modello residuale perché si procede confusamente e con modalità diverse. L'accoglienza in Italia è delegata troppo spesso ai comuni, le associazioni o le persone di buon cuore: manca una reale spinta politica. Il governo potrebbe, ad esempio, adoperarsi per velocizzare i tempi di controllo dello status di rifugiato.

Ma l'Europa non sembra essere molto d'aiuto…

L'Europa non ci aiuta, no. Quindi è il momento di denunciare precisamente la situazione e riunire tutti gli Stati che approvano la posizione italiana. L'Europa non la fanno i capi di stato e tantomeno le passerelle come quella di Ventotene: l'Europa la si fa con un movimento politico e d'opinione.

Però gli italiani sono spaventati dal flusso migratorio…

Certo. Ci sono moltissime criticità e giustamente molte persone sono spaventate soprattutto tra i più indigenti. Del resto il compito dell'Europa è garantire anche la sicurezza psicologica dei propri cittadini. E qui torno a ciò che dicevo: per farlo servono una volta per tutte le cifre reali.