Nasce tutto con la richiesta di un'azienda bergamasca che aveva deciso di donare alcune roulotte usate verso le zone terremotate. All'annuncio per cercare una "staffetta" di caravanisti che portassero i mezzi fino a Norcia e Amatrice rispose per primo Enrico Gaffuri: nella sua prima spedizione decise di riempire la roulotte con alcune coperte, generi alimentari e beni di prima necessità. Quando si toccano con mano i bisogni poi però ci si affeziona al "fare bene" e "fare del bene" e così da quel primo viaggio per caso è nato un gruppo (su Facebook ma di persone e energie concrete): si chiamano "la ciurma di Certaldo" e ormai sono più di 500, avviati verso la loro decima "spedizione" di aiuti.

Il gruppo comprende persone di diverse località toscane (da Certaldo fino a Greve, in Chianti) e oltre alle roulotte si occupa di raccogliere alimenti a lunga conservazione, olio, detersivi e tutto ciò che può servire alle famiglie terremotate. Per il prossimo viaggio (previsto per i primi d'aprile) è stata avviata anche una raccolta di rotoballe di fieno per gli allevatori di Accumoli e qualcuno ha trovato anche una bicicletta per una bambina di Norcia. E poi casse d'acqua, elettrificatori per recinti di pecore, una motosega: tutto quello che serve nell'Italia post-terremoto per aspirare a un po' di normalità.

"Quando ho letto la richiesta di aiuto per la prima volta per me è stato un richiamo" racconta Enrico. La prima roulotte è stata regalata a Fabiana e il suo compagno, a Norcia, che da mesi dormivano per terra nello studio fotografico in cui la coppia lavora. Poi sono arrivate le lavatrici, i forni. "Siamo tante piccole gocce – dice Enrico – ma insieme diventiamo un fiume".

C'è qualcosa di magico nei meccanismi che naturali che governano la solidarietà: un'intuizione che subito si organizza e diventa flusso di aiuti è la dimostrazione più lampante di come i cuori siano progettati per provare a battere insieme. Ogni volta che "la ciurma" riesce a soddisfare un bisogno, anche il più piccolo, aggiunge un mattone a una ricostruzione che ha bisogno anche di anime che ricomincino a scaldarsi alla speranza.

E la "ciurma di Certaldo" è una delle tante storie minime italiane che meritano di essere raccontate.