Si moltiplicano di ora in ora gli appelli al presidente Mattarella, in procinto di sciogliere le Camere e decretare la fine della legislatura, in relazione all'apporvazione della legge sullo Ius Soli. Calendarizzato in Senato la scorsa settimana, dopo l'approvazione della legge di stabilità, la proposta di legge non è stata votata dal Senato a causa dell'elevato numero di senatori assenti, assenze che hanno di fatto decretato la mancanza del numero legale di presenti per poter procedere con la discussione del provvedimento in Aula. Oltre alle opposizioni di destra e Movimento 5 Stelle – assenti in blocco – in Senato quel giorno si sono registrate anche le assenze di 29 parlamentari del Partito Democratico, 3 di Mdp e dei centristi.

Così, proprio a ridosso della fine della legislatura, l'approvazione del provvedimento è saltata e al momento sembra non esserci più tempo per procedere in extremis perché, stando a insistenti rumour, il presidente Mattarella sarebbe intenzionato a sciogliere le Camere già domani, giovedì 28 novembre, o al più tard venerdì 29. Conti alla mano, però, quella di domani non sarebbe la data ultima prevista dalla legge per porre termine alla legislatura.

Tecnicamente, il decreto presidenziale, infatti, va varato tra i 45 e i 70 giorni prima delle elezioni e pur mantenendo il 4 marzo come data della prossima tornata elettorale, rimarrebbe in sostanza tempo fino a metà gennaio per procedere con lo scioglimento delle Camere. E proprio facendo leva su queste tempistiche tecniche, il senatore Manconi e la minoranza del Pd hanno nuovamente chiesto al presidente Mattarella di rinviare lo sciogliemento delle Camere per poter procedere al più presto con l'approvazione dello Ius Soli in Senato: "Attribuisco la colpa per un verso alla destra, che ha mobilitato la paura manipolandola e presentando questo provvedimento sacrosanto e saggio come una misura che puntasse ad attribuire la cittadinanza italiana a coloro che sbarcano quotidianamente sulle nostre coste, il che rappresenta un falso clamoroso. E per un altro verso al Pd perché quei 29 senatori assenti dicono che il Pd non ci credeva abbastanza", ha spiegato Manconi.

"Dovremmo tutti unire la nostra voce per chiedere al presidente della Repubblica di posticipare di qualche giorno lo scioglimento delle Camere e di consentire al Senato di discutere lo Ius Soli", è la posizione del dem Roberto Cociancich. Dello stesso avviso anche Gianni Cuperlo, che spiega: "Non può e non deve finire così. Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia. Quegli scranni vuoti al Senato nell'ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare". "Usate la vostra autorevolezza per una buona causa. La richiesta del partito più grande al Capo dello Stato può riaprire uno spiraglio", ha invece chiesto l'onorevole Pollastrini, porgendo il proprio appello a Renzi e Gentiloni.

Non solo il rinvio, Manconi contesta anche la data prescelta per le prossime elezioni: "Ma chi l'ha detto, che si debba votare il 4 marzo? E chi ha stabilito che le Camere si sciolgano tra 24 o, al più, 48 ore? Il solo ed esclusivo titolare del potere di sciogliere le Camere, ovvero il presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato (…). È a lui che mi rivolgo: il tempo c'è. Basta volerlo. Si prolunghi la legislatura di due settimane per consentire al Parlamento di discutere e approvare la legge sullo Ius Soli".