Tragedia sul fiume Tigri, in Iraq, dove un traghetto molto frequentato da turisti è affondato nei pressi della città di Mosul. A renderlo noto il quotidiano Al Jazeera, che parla di almeno 71 morti accertati, decine di feriti e 55 persone tratte in salvo. Molto probabilmente il naufragio sarebbe stato causato dalle forti correnti scatenate dall'apertura delle paratie della vicina diga di Mosul che alimenta il fiume.

Sempre secondo Al-Jazeera quasi 200 persone erano a bordo dell'imbarcazione, in larga parte famiglie con bambini che stavano celebrando la festa del Nowruz, il capodanno persiano, ricorrenza molto sentita anche nell'Iraq settentrionale e soprattutto dai curdi, che festeggiano in questo modo l'arrivo della primavera. Il traghetto, secondo alcune fonti, avrebbe potuto essere sovraccarico visto che il massimo di passeggeri consentito sarebbe stato di 50.

Nei giorni scorsi le autorità avevano messo in guardia sull'alto livello dell'acqua raggiunto nel grande fiume del Tigri a causa dell'apertura delle paratie della vicina diga di Mosul. A quanto pare, però, i gestori dei traghetti non avrebbero dato il giusto rilievo agli allarmi lanciati. Un corrispondente di Al Jazeera ha raccontato: "L'imbarcazione si è rovesciata, le persone sono saltate in acqua e molte hanno cercato di aiutare quelli che non sapevano nuotare. A bordo del traghetto c'erano anche moltissimi bambini, diciannove sono stati al momento tratti in salvo. Dalla riva del fiume Tigri si sentono le urla e le richieste d'aiuto, e si vedono decine di persone nuotare disperatamente per mettersi in salvo". Secondo il capo della Protezione Civile irachena il dramma potrebbe essere stato causato da un guasto tecnico, ma molte fonti sostengono che l'ipotesi più probabile è che l'imbarcazione sia stata sovraffollata e si sia rovesciata.