video suggerito
video suggerito
TikTok

Martina, professione booktoker: “Ho costruito uno stipendio parlando di libri su TikTok”

Classe 1997, Martina Levato è una delle booktoker che saranno presenti al Salone del Libro di Torino. Negli ultimi anni questo fenomeno ha preso sempre più piede nel mondo dell’editoria, tanto che le case editrici hanno cominciato a pensare a campagne di marketing dedicate solo al pubblico di TikTok.
A cura di Valerio Berra
65 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

L’hashtag #booktok è quasi un universo parallelo di TikTok. Si parla di libri, e questo era intuibile, ma soprattutto si sponsorizzano i libri. È un mercato con regole sue, spesso diverse dal mercato editoriale. A volte da qui nascono fenomeni che diventano virali, sui social e in classifica. Alcuni sono diventati case study. C’è La Canzone di Achille di Madeline Miller, libro del 2011 esploso negli ultimi anni sulla piattaforma. C’è Il Fabbricante di Lacrime di Erin Doom, recentemente svelatasi come Matilde (il cognome è ancora riservato). E poi c’è l’eterno Harry Potter, comfort food dei Millennial che torna ciclicamente in tendenza dopo 25 anni dalla pubblicazione del primo volume. Sì, è tantissimo ma non pensiamoci troppo.

Tutto questo mondo si divide in due parti. C’è il pubblico, che lascia like, scorre avido i consigli di lettura, commenta e guarda decine di clip prima di scegliere il prossimo libro da leggere. E poi ci sono i creator, al secolo BookToker. Ragazze e ragazze (soprattutto ragazze) giovani, di solito senza formazioni accademiche, ma con una discreta passione per i libri. Su Fanpage.it ne avevamo parlato anche con l'intervista a Megi Bulla. Ormai una professione, anche se senza codice Ateco. Come ha spiegato Martina Levato, classe 1997 e 350.000 follower, a Fanpage.it.

L’intervista è al telefono, mentre la chiamiamo Martina sta scendendo dal treno. È a Torino per il Salone del Libro, uno dei principali eventi dedicata all’editoria del nostro Paese. In tutto il programma del Salone, dal 18 maggio al 22 maggio, la parola BookTok viene citata sette volte, in quattro eventi diversi.

Quando hai aperto il tuo profilo TikTok?

La risposta è banale: durante il primo lockdwon. Stavo impazzendo. Ero in una paesino in provincia di Monza, si chiama Seveso. Vivevo con i miei e mi ero fermata dal lavoro. Ho deciso che avrei pubblicato un video al giorno finché non sarebbe finito il lockdown. Almeno avevo un motivo per svegliarmi e prepararmi.

Da che lavoro ti eri fermata?

Io ho studiato in un accademia di musical. Con il lockdown non è andata benissimo, la prima cosa che hanno chiuso sono stati i teatri.

I tuoi primi video parlavano già di libri?

No, i contenuti erano molto random. A volte erano solo comedy, altre volte mi truccavo davanti alla camera o facevo cover di canzoni. Ne ho pubblicato uno al giorno finché non è finito il lockdown. Quando siamo tornati alla vita normale avevo 80.000 follower. Da lì mi sono detta: “A questo punto posso solo continuare”.

I libri hanno bisogno di tempo per essere letti. Non sembrano oggetti da TikTok. Come fai a parlarne?

Vario sempre nei contenuti. Ci sono alcuni video più comedy in cui parlo della vita del lettori, in altri faccio vedere cosa ho letto nell'ultimo mese. In altri ancora registro la mia reaction a un libro, quindi mi riprendo per tutto il tempo in cui leggo un libro e poi monto insieme le mie reazioni. Questi sono i video più difficili. Ho tantissimo materiale da prendere e montare insieme.

Ho anche un format in cui chiedo alla mia community di immaginare quale sarebbe l’ultima frase di un libro che ha un tema specifico. Chiedo loro di scriverla nei commenti e poi leggo le migliori.

Un esempio.

Una delle ultime è stata: “Se dovessi scrivere un libro in cui il protagonista rinuncia a tutto per la persona che ama, quale sarebbe l’ultima frase?”.

Il primo libro di cui hai parlato su TikTok.

Harry Potter è stato il primissimo. Ho avuto una fase in cui parlavo solo di Harry Potter, a dire il vero ne parlavano un po’ tutti. C’era proprio un picco di interesse legato alla saga.

Mi sembra che su TikTok in generale il libri fantasy siano apprezzati.

Il fantasy funziona sempre molto. Anche il romance di solito interessa il pubblico, sono storie d’amore più leggere. Ma parlo anche molto di narrativa.

Non c’è posto per il classici su TikTok?

Secondo me sì. Anzi, bisogna far vedere che i classici sono libri normali. La mia community sa che adoro Orgoglio e Pregiudizio. Il problema è che spesso sono libri che vengono letti per la scuola e molti li associano a un’idea di noia.

Chi è il pubblico che ti segue? Ormai lo avrai conosciuto.

In media parliamo di ragazze, ma c’è anche qualche ragazzo. Hanno tra i 14 e i 19 anni ma si sta alzando anche l’età, visto che ci sono sempre più persone che stanno approdando su TikTok.

È diventato un lavoro?

Non faccio solo questo. Oltre ai video per TikTok leggo anche gli audiolibri. Ma sì, ormai riesco a metterci insieme uno stipendio. Al momento però vivo ancora a casa dei miei. Ho appena aperto la partita iva.

Da dove arrivano le entrate?

Principalmente dalle sponsorizzazioni. Le casi editrici pagano per sponsorizzare i libri e creare contenuti collegati ai titoli in promozione. E poi in generale mi occupo di tutto quello che è “libroso”.

Definisci “libroso”.

Parlo degli eventi, dei servizi o dei oggetti legati all’editoria. Per capirci, non pubblicherei mai video in cui sponsorizzo un rossetto o uno smartphone.

E quando ti chiedono di parlare di un libro che non ti piace?

Ho un metodo: leggo le prime 100 pagine del libro. Se proprio non mi piace, allora non ne parlo.

Chiudiamo l’intervista con qualche libro. Ti va?

Vai.

Il tuo libro preferito.

Orgoglio e Pregiudizio.

Il primo libro che hai letto in assoluto.

Pesciolino Arcobaleno. (Qui forse il riferimento era Arcobaleno, il Pesciolino più bello di tutti i mari di Marcus Pfister).

Un libro che non hai finito.

Anna Karenina.

Un libro che stai leggendo adesso.

Dammi mille baci.

Un libro che ti ha annoiato.

Non saprei, li abbandono quelli che non mi piacciono

Un classico della letteratura italiana.

Il fu Mattia Pascal.

65 CONDIVISIONI
343 contenuti su questa storia
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views