12 Maggio 2022
10:35

Il pinguino imperatore rischia l’estinzione in 30 anni a causa del cambiamento climatico

Lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide sta minacciando il ciclo riproduttivo della specie che necessita di ghiaccio marino solido.
A cura di Valeria Aiello
Un pinguino imperatore salta fuori dall’acqua / Credit: Christopher Michel – Antarctica.
Un pinguino imperatore salta fuori dall’acqua / Credit: Christopher Michel – Antarctica.

Il pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri), il più grande, sia per altezza sia per peso, di tutte le specie di pinguini viventi, è a grave rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici. In Antartide, dove questo uccello è endemico, le colonie che si trovano tra le latitudini 60 e 70 gradi Sud “scompariranno nei prossimi decenni, cioè nei prossimi 30-40 anni” ha affermato in un rapporto alla Reuters la biologa Marcella Libertelli dell’Istituto Antartico Argentino (IAA).

Il pinguino imperatore a rischio estinzione

Dopo aver condotto ricerche approfondite sulla tundra ghiacciata dell’Antartide, Libertelli ha spiegato che le proiezioni mostrano come alla specie rimangano solo pochi decenni sulla Terra se non verranno presi provvedimenti per mitigare i cambiamenti dovuti alla crisi climatica. La perdita del ghiaccio marino solido, in particolare, sta mettendo in pericolo il lungo ciclo riproduttivo del pinguino imperatore, che si ripete ogni anno nel corso dell’inverno antartico. Ma se il mare si congela troppo tardi o si scioglie prematuramente, questa specie non può completare il suo ciclo riproduttivo.

Se l'acqua raggiunge i pinguini appena nati, che non sono pronti per nuotare e non hanno un piumaggio impermeabile, muoiono di freddo e annegano” ha precisato la biologa, che insieme ai colleghi ha studiato 15.000 pinguini in due colonie in Antartide, inclusa la colonia di Halley Bay, nel Mare di Weddell, la seconda colonia di pinguini imperatori più grande, dove per tre anni consecutivi tutti i pulcini sono morti. “La scomparsa di qualsiasi specie è una tragedia per il pianeta –  detto Libertelli – . Che sia piccola o grande, vegetale o animale, non importa. È una perdita per la biodiversità”.

La scomparsa del pinguino imperatore potrebbe avere un impatto drammatico in tutto l’Antartide, un ambiente estremo in cui le catene alimentari hanno meno membri e meno collegamenti.

All’inizio di aprile, l'Organizzazione meteorologica mondiale ha avvertito di “temperature sempre più estreme associate a precipitazioni insolite e scioglimento dei ghiacci in Antartide” – una “tendenza preoccupante” ha sottolineato Libertelli, dal momento che le calotte glaciali antartiche si stanno sciogliendo almeno dal 1999. A questa minaccia si aggiunge l’ascesa del turismo e della pesca in Antartide, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza del pinguino imperatore, impoverendo i mari di krill, un crostaceo che è una delle principali fonti di cibo per i pinguini ed altre specie. “Le barche turistiche hanno spesso vari effetti negativi sull'Antartide, così come la pesca – ha aggiunto Libertelli – . È importante che ci sia un maggiore controllo e che si pensi al futuro”.

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