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Cosa sappiamo del bolide entrato nei cieli d’Italia il 4 giugno a 60.000 km/h: poche speranze di meteoriti

Poco prima delle 21:30 del 4 giugno 2024 i cieli di mezza Italia sono stati illuminati da uno spettacolare bolide, o meglio, da un fireball, una meteora molto brillante provocata dall’impatto di un meteoroide (un frammento di un asteroide) contro l’atmosfera terrestre. Purtroppo, secondo gli esperti di PRISMA, ci sono poche possibilità di trovare meteoriti.
A cura di Andrea Centini
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Credit: NASA/Howard Edin
Credit: NASA/Howard Edin

Attorno alle 21:25 ora italiana di martedì 4 giugno 2024 un bolide luminoso (o meglio, un fireball) ha illuminato i cieli del Nord e del Centro Italia, regalando uno spettacolo affascinante a migliaia di persone. Segnalazioni del fenomeno astronomico – tecnicamente una meteora molto luminosa – hanno iniziato a circolare rapidamente sui social network, cui sono seguite le prime immagini catturate dalle telecamere. Tra le più virali vi sono quelle riprese da una fotocamera dell'Osservatorio Astronomico di Sorrento in Campania e la registrazione di una “dashcam” installata a bordo di un'automobile, mentre percorreva un tratto di strada tra Firenze e Siena. Testimonianze di avvistamenti sono arrivate anche da Milano e fino ad Avellino, così come dalla Slovenia e dalla Croazia. Gli esperti della rete PRISMA (acronimo di Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) legata all'Istituto Nazionale di Fisica e Astronomia (INAF) hanno ricevuto 33 segnalazioni sul proprio portale.

Quanto tempo è durato il fireball la sera del 4 giugno 2024

Al di là della traiettoria generale, da Sud-Est verso Nord-Ovest, le caratteristiche, l'origine del fenomeno e le probabilità di recupero di eventuali meteoriti a terra sono rimaste un'incognita fino al mattino del 5 giugno, quando gli esperti della rete PRISMA (acronimo di Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) legata all'Istituto Nazionale di Fisica e Astronomia (INAF) non ha fatto maggiore chiarezza sull'evento con un comunicato ad hoc. Il bolide, o più tecnicamente fireball, dato che non è esploso e non si è frammentato durante la caduta, si è manifestato esattamente alle 21:23:26 (ora italiana) ed è stato catturato dalle telecamere della rete PRISMA installate a Folignano ed Amelia, come indicato in un comunicato stampa dell'organizzazione. Dai dati raccolti è stato determinato che la durata del firebll è stata esattamente di 3,6 secondi, con un inizio del fenomeno a 75 chilometri di quota e una conclusione a 24 chilometri. “Proiettando al suolo la traiettoria, il fireball è andato da Monte Fraitunno verso Colle d'Oncia, con una traiettoria da sud-est verso nord-ovest che si colloca all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini”, ha spiegato PRISMA.

La velocità di entrata del meteoroide

Un altro dato significativo indicato dagli esperti è stata la velocità dell'oggetto; il meteoroide – un frammento roccioso o metallico di un oggetto spaziale come un asteroide – è entrato nell'atmosfera terrestre a 17 chilometri al secondo (61.200 chilometri orari), rallentando fino a 9 chilometri al secondo (32.400 chilometri orari) al momento dell'estinzione per via del “drag atmosferico”. Si tratta, in parole semplici, della resistenza dell'aria che si oppone a un oggetto in entrata dallo spazio, come appunto un meteoroide o un frammento di spazzatura spaziale. Questo fenomeno porta all'ablazione che dà vita a fenomeni luminosi come le meteore (comunemente conosciute come stelle cadenti) e fireball o bolidi. PRISMA spiega che un fireball è una meteora particolarmente luminosa, che può essere vista anche di giorno e che raggiunge una luminosità come minimo paragonabile a quella del pianeta Venere (il terzo oggetto più luminoso della volta celeste dopo il Sole e la Luna).

Si tratta di fenomeni relativamente rari, soprattutto quelli più luminosi; non a caso quando si verificano finiscono spesso sulle prime pagine dei giornali online. A causarli oggetti di dimensioni variabili, da piccoli sassolini a rocce anche di diverse decine di chilogrammi. Più sono grandi, maggiore è l'effetto dell'impatto con l'atmosfera terrestre. In parole semplici, l'attrito e il riscaldamento determinati dall'entrata in atmosfera portano all'erosione e nella maggior parte dei casi alla frammentazione e all'esplosione dell'oggetto coinvolto. Le piccole particelle di polveri e detriti lasciate da comete e asteroidi danno in genere vita alle meteore, frammenti più grandi di asteroidi (meteoroidi) possono generare fireball e bolidi, la cui distruzione può essere accompagnata da sonori boati.

Poche speranze di trovare meteoriti

Non sempre i frammenti degli oggetti spaziali che impattano contro l'atmosfera terrestre sopravvivono al processo di ablazione; quelli che ci riescono raggiungono il terreno prendendo il nome di meteoriti. La caccia a questi preziosi "sassi spaziali" scatta quasi sempre a seguito dell'avvistamento di un bolide, ma nel caso dell'evento del 4 giugno 2024 ci sono poche speranze. A sottolinearlo è la stessa rete PRISMA, alla luce dei dati raccolti sulla velocità di estinzione: “Considerato il valore ancora elevato della velocità nella fase finale è ragionevole pensare che il meteoroide responsabile del fireball si sia completamente consumato durante la caduta in atmosfera senza iniziare la fase di volo buio, condizione indispensabile per avere la presenza di meteoriti al suolo”. Proprio per questo non sono state fornite le consuete cartine geografiche con le aree di probabile caduta.

Come ultima indicazione, PRISMA ha segnalato che a provocare il fireball è stato un meteoroide asteroidale; in parole semplici, si è trattato del frammento di un asteroide, quelli principalmente coinvolti in fenomeni di questo tipo. “L'orbita eliocentrica del meteoroide risulta di tipo Apollo con afelio all'interno della main-belt e perielio all'altezza dell'orbita terrestre, quindi si è trattato di un piccolo meteoroide di origine asteroidale”, hanno concluso gli esperti.

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