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20 Luglio 2022
17:17

Caldo estremo e incendi devastanti, NASA: “Chiaro segnale delle emissioni dell’uomo”

Le temperature infernali e gli incendi devastanti sono legati alle emissioni di CO2 e altri gas serra emessi dalle attività umane. L’accusa della NASA.
A cura di Andrea Centini
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Credit: NASA
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Diversi Paesi in Europa, Asia e Africa sono investiti da settimane da un'ondata di caldo estremo, che ha già provocato la morte di centinaia di persone. L'Istituto Carlos III ne segnala 510 in Spagna tra il 10 luglio e il 16 luglio, mentre in Portogallo tra l'11 e il 17 luglio i decessi sono stati 659. Le temperature infernali stanno favorendo anche incendi catastrofici, con decine di migliaia di ettari divorati dalle fiamme – basti pensare a cosa sta succedendo sul Carso – e un enorme numero di animali rimasti uccisi dal fumo e dal fuoco. Dietro questi drammi in molti casi ci sono i nuovi record locali di temperature massime, con alcuni picchi semplicemente sconvolgenti. Il più eclatante è indubbiamente quello raggiunto nel piccolo villaggio di Coningsby, nella contea del Lincolnshire, in Inghilterra, dove la colonnina di mercurio ha toccato i 40.3°C. Mai prima del 19 luglio 2022 – giorno del primato – si era superata la soglia psicologica dei 40° C nel Regno Unito. Di notte in alcuni casi sono stati toccati minimi più alti delle massime medie del periodo. Per rendersi conto della gravità della situazione in UK, il Met Office – l'ente nazionale che si occupata di meteorologia – ha persino consigliato di razionare l'acqua nel Sud, un paradosso in un Paese notoriamente piovoso, inoltre sono stati bloccati o rallentati i treni per paura che i binari potessero essere deformati dal calore estremo.

Non va meglio in Francia, con circa cento nuovi record di temperature massime frantumati in un singolo giorno. Il 18 luglio a Beaulieu-sur-Layon, un comune della Loira con 1.500 abitanti, ad esempio sono stati toccati i 42,7° C, mentre a Cazaux, nell'Occitania, la temperatura ha raggiunto i 42,4° C. Due stazioni meteorologiche di Nimes hanno invece rilevato 40° C. Nella Gironda almeno 16.000 persone sono state evacuate, a causa di devastanti incendi che hanno divorato oltre 13mila ettari di vegetazione. In Irlanda, a Dublino, la colonnina di mercurio ha raggiunto i 33 ° C, la temperatura più alta dal record del 1887 (33,3 °C). A Leiria, in Portogallo, il 13 luglio sono stati raggiunti i 45° C e sono andati in fumo 3mila ettari di foresta a causa di un grande incendio, alimentato dalla siccità estrema e dal caldo soffocante. Nello stesso giorno a Tunisi, in Tunisia, la massima è arrivata a 48° C battendo un record che perdurava da 40 anni. L'ondata di caldo estremo ha scatenato roghi che hanno danneggiato seriamente i raccolti di grano del Paese, un problema enorme considerando il blocco dei cereali provenienti dall'Ucraina a causa della guerra con la Russia. A fine giugno in Iran sono stati toccati i 52° C, mentre in Cina l'Osservatorio Xujiahui di Shanghai ha registrato la temperatura più alta di sempre, pari a 40,9° C, sempre il 13 luglio, dove la combinazione di umidità altissima e temperature infernali anche di notte hanno creato “condizioni potenzialmente mortali”, come spiegano gli scienziati dell'Earth Observatory della NASA in un comunicato stampa.

Credit: NASA
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Le temperature massime registrate in Europa e in Nord Africa sono figlie del torrido anticiclone africano, che ha letteralmente spodestato il mite anticiclone delle Azzorre dalle nostre estati. Le ragioni sono sia di origine naturale che antropica, con un evidente contributo delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e altri gas a effetto serra legati alle nostre attività. Non tutto il pianeta è attualmente investito dalla cappa di calore insopportabile, come mostra anche l'immagine condivisa dagli scienziati del Goddard Earth Observing System (GEOS) della NASA, ma laddove sussiste, per estensione e intensità rende manifesto l'impatto del riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici. “Sebbene vi sia un chiaro schema di ‘onda atmosferica' con valori alternati di caldo (più rosso) e freddo (più blu) in luoghi diversi, questa vasta area di calore estremo (e da record) è un altro chiaro indicatore che le emissioni di gas serra dalle attività umane stanno causando condizioni meteorologiche estreme che hanno un impatto sulle nostre condizioni di vita”, ha dichiarato il dottor Steven Pawson, a capo del Global Modeling and Assimilation Office presso il Goddard Space Flight Center della NASA.

Per la stragrande maggioranza degli scienziati ci sono ben pochi dubbi che il riscaldamento globale sia intimamente connesso con le attività umane; queste undici slide, che hanno convinto Boris Johnson della veridicità dei cambiamenti climatici, mostrano le impennate nelle curve delle temperature medie, dell'innalzamento del livello del mare, della perdita di ghiaccio marino e di molti altri fattori parallelamente all'aumento delle emissioni di CO2 in atmosfera, esplose a partire dalla Rivoluzione Industriale.

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