21 Febbraio 2022
12:53

Al Carnevale di Viareggio stanno sfilando carri contro i cambiamenti climatici e l’avidità dell’uomo

Il 20 febbraio sono iniziate le sfilate dei magnifici carri del Carnevale di Viareggio, fra i quali ce ne sono alcuni dedicati ai cambiamenti climatici.
A cura di Andrea Centini
Il carro
Il carro "Il futuro? Un’ipotesi". Credit: Carnevale di Viareggio/Facebook

Il Carnevale di Viareggio è indubbiamente uno dei più importanti e spettacolari in Italia e nel mondo, grazie ai suoi giganteschi carri allegorici meccanizzati. Sono vere e proprie opere d'arte semoventi in cartapesta, progettate e realizzate da maestri d'indiscussa abilità. Sin dalle sue antichissime origini il carnevale ha avuto come cuore pulsante il gioco, lo scherzo e lo stravolgimento degli schemi sociali, spesso puntando a deridere e schernire ricchi, nobili e potenti. Non c'è dunque da stupirsi che ancora oggi politici e regnanti finiscano spesso sui palcoscenici di questi imponenti teatri su ruote. In tempi più recenti i carnevali di rilevanza mondiale – come appunto quello di Viareggio – hanno iniziato a veicolare messaggi di sensibilizzazione sui grandi temi che riguardano la collettività, come la salute e l'ambiente, oggi più che mai al centro del dibattito pubblico. Oltre al carro dedicato alla pandemia di COVID-19, quest'anno per i Viali a Mare del comune toscano stanno transitando ben tre opere di prima categoria dedicate all'impatto dei cambiamenti climatici, a causa dei quali l'umanità si trova a un passo dal punto di non ritorno. Secondo gli scienziati andremo incontro a “sofferenze indicibili”, se non agiremo in fretta e concretamente contro le emissioni di gas a effetto serra. Ecco quali sono i tre carri del Carnevale di Viareggio ideati per ricordarci cosa stiamo perdendo e verso quale incubo stiamo precipitando, solo e soltanto a causa nostra.

Il futuro? Un’ipotesi

Progettato dal maestro Luciano Tomei, il carro “Il futuro? Un’ipotesi” ruota tutto attorno alla figura del bambino dagli occhi verdi, “ingabbiato” in una sfera metallica che rappresenta la Terra. Innanzi ai suoi occhi spuntano margherite e fiori colorati, simbolo della connessione tra l'uomo e la natura, del mondo che sogna. Ma alle sue spalle si ergono tre enormi figure lugubri che impugnano gigantesche spade. Sono la rappresentazione del consumismo sfrenato, dell'inquinamento causato dai rifiuti tossici, dagli interessi dei poteri forti e della continua corsa alle armi. Le scelte che stiamo compiendo rischiano di lasciarci in un mondo malato e colmo di sofferenza, con una biodiversità ferita e dove è sempre più difficile vivere. È davvero questo il futuro che sogniamo per i nostri figli e il mondo che vogliamo lasciar loro in eredità?

Reset

Il carro “Reset” di Elodie Lebigre e Roger ha come protagonisti un'orsa polare – tra gli animali più minacciati dal riscaldamento globale – e una bambina Inuit. Si trovano entrambe su un piccolo iceberg, giunto fin da noi dal Polo Nord a causa dello scioglimento dei ghiacci, tra le principali conseguenze dei cambiamenti climatici. Innanzi alle due si erge un grosso pulsante rosso con su scritto “Reset”. Come indicato sul sito del Carnevale di Viareggio, quello è il pulsante che idealmente avrebbero dovuto premere i potenti della Terra quando ne hanno avuto occasione, ad esempio durante la COP-26 tenutasi a Glasgow alla fine dello scorso anno. Il messaggio è la necessità di abbattere le emissioni di gas a effetto serra (come l'anidride carbonica e il metano) per riconciliarsi con la natura, iniziare una nuova vita in armonia con essa, e ripartire da zero – o da sottozero -, come specifica la Lebigre in un video. Ma nessuno fino ad oggi ha avuto il coraggio di premere quel pulsante. È proprio grazie alle giovani generazioni, di cui fa parte la giovane e coraggiosa Inuit, che forse riusciremo a davvero a premerlo ed evitare il disastro climatico.

Perché sei un essere speciale

Il carro “Perché sei un essere speciale” di Libero Maggini, un chiaro omaggio alla canzone “La Cura” di Franco Battiato, ha per protagonista un altro bambino, questa volta nella veste di un oracolo che simboleggia la necessità di rivoluzionare il nostro modo di stare al mondo. Dopo aver goduto dei benefici della rivoluzione industriale e tecnologica, ora è fondamentale fare un passo indietro, per prenderci cura della Terra e dei suoi ecosistemi. Curare i danni che abbiamo provocato per avidità e profitto, non solo a scapito del pianeta, degli animali e delle piante, ma anche di altri esseri umani. Il bambino è un inno alla giustizia climatica invocata da Greta Thunberg e al ritorno a una vita più in armonia con l'ambiente naturale.

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