Indossare il caro estinto al dito? Non è un'eresia ma una pratica perfettamente lecita e addirittura diventata una moda in Svizzera, dove una ditta si è specializzata nella trasformazione delle ceneri della cremazione in diamanti. Tra le 800 e le 900 persone nel mondo hanno deciso di praticare questa scelta, soprattutto in Austria e Germania, ma in Italia siamo ancora a poche decine di casi all'anno, come spiega in un'intervista a La Stampa Walter Mendizza, ceo della Algordanza, società specializzata.

Sulla pratica della "diamantizzazione" dei defunti è intervenuto nientemeno che il senatore Carlo Giovanardi, che ha presentato un disegno di legge e addirittura proposto di trasformare il procedimento in reato di vilipendio di cadavere: "Il senatore – commenta Mendizza – forse non ha capito bene lo spirito dell’iniziativa. Per noi, la cosa peggiore è l’abbandono dei defunti. Intendo i nostri cimiteri, luoghi senza alcuna grazia, inadatti ad accogliere i nostri cari. Peggio ancora per la dispersione delle ceneri in aria. Capisco l’aspetto romantico, ma siamo agli antipodi. Il defunto deve essere sempre con noi, in un diamante che portiamo al collo o al dito".

Ma quanto cosa trasformare un proprio caro in diamante? L'operazione non è alla portata di tutti e può variare da 14 mila euro se si richiede una pietra da 1 carato, a 4 mila se ci si accontenta di 0,3 carati. Certo, si tratta di prezzi decisamente alti. E forse anche le ragioni economiche non favoriscono la diffusione di questa pratica in Italia.