L'obiettivo è trovare un accordo sulla questione rifiuti e inceneritori, uniti per dichiarare "guerra a mala gestione e traffici illeciti". Nonostante le divergenze quindi, sembra che tutti e due i vicepresidenti del Consiglio siano propensi a raggiungere un punto comune. Questo anche se da una parte Luigi Di Maio continua a ribadire la sua posizione contraria, mentre dall'altra Salvini sostiene la necessità di un termo-valorizzatore in ogni provincia. Però, alla fine, una possibilità la vedono: “Nel contratto è vero che c'è il superamento dei termovalorizzatori, ma intanto siamo nel 2018 e sono sicuro che, come abbiamo fatto in questi mesi, con Di Maio troveremo un'intesa per il bene del Paese. Sono fiducioso e ottimista”, ha infatti detto Salvini. Oggi è il giorno per farlo: Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Giuseppe Conte e alcuni ministri si riuniranno in prefettura a Caserta per firmare un "Protocollo d'intesa per un'azione urgente nella Terra dei fuochi". Il "primo atto per cominciare a spegnere i fuochi", a detta di Di Maio.

Per Di Maio gli inceneritori sono "una roba vintage", ma ammette che “quando ci vediamo e ci mettiamo al tavolo alla fine si va sempre va avanti", riferendosi al collega leghista. Questo anche se, secondo il leader pentastellato, "oggi parlare di inceneritori è come parlare della cabina telefonica col telefono a gettoni. Qualcuno può essere anche ancora affascinato dal vintage ma sempre vintage rimane”, ha detto a Pomigliano d’Arco, dove si trova per la firma di un protocollo d'intesa per l' alternanza scuola-lavoro. Poi ricorda: "Per fare un inceneritore non ci vuole un giorno ma anni e anni. Negli anni facciamo la differenziata e guardiamo al futuro invece di guardare al passato, dobbiamo investire sulla differenziata perché si creano più posti di lavoro. Siamo al 50% e in pochi anni possiamo arrivare a percentuali in media Ue". 

Di Maio su Facebook ha anche organizzato un incontro con i sostenitori campani dopo la firma del protocollo: “Risposte certe, ma sia chiaro: abbiamo appena cominciato. C’è ancora molto da fare. Voglio che la mia terra torni alla normalità, che i roghi si spengano per sempre. Deve essere un nuovo inizio e vi chiedo di farlo insieme, perché questa è la cosa più importante”, ha scritto.

Il presidente Conte puntualizza invece sul tema della tutela del territorio: “Basta ai roghi tossici, mai più terre dei fuochi. Lunedì sarò a Caserta, con sette ministri di questo Governo, per firmare il ‘Piano d’azione per il contrasto dei roghi di rifiuti'. Su impulso del nostro ministro all’Ambiente Sergio Costa e con la piena condivisione di tutti i ministri, presenteremo un programma concreto di interventi nella lotta a fenomeni come discariche abusive, interramento di rifiuti, roghi tossici e qualsiasi altra forma di violazione del territorio. Il Governo del cambiamento dichiara guerra a mala gestione e traffici illeciti che per troppi anni, nel silenzio dei governi precedenti, hanno devastato un territorio meraviglioso tristemente ribattezzato ‘Terra dei fuochi', con conseguenze inaccettabili sulla salute dei cittadini. Il protocollo che andremo a firmare interesserà non solo la Campania, ma tutti i territori dove esistono queste problematiche. Metteremo in atto interventi per la tutela della salute della popolazione, dell’ambiente e dell’ecosistema, e per il presidio del territorio. Questo Governo vuole riappropriarsi di un pezzo prezioso del suo territorio che per troppo tempo è stato considerato terra di nessuno. Invece lo Stato c’è e posso assicurare che non faremo sconti”, ha scritto sul suo profilo Facebook. Secondi i programmi, verrà istituita una cabina di regia a Palazzo Chigi per coordinare gli interventi delle amministrazioni, poi verranno studiati dei precisi piani di controllo del territorio che potranno essere attuati utilizzando delle task force composte da forze di polizia, Esercito e polizia locale.

Sulla Campania, in particolare, un occhio di riguardo verrà posto, e a sottolinearlo è stato proprio il ministro Costa: “Noi vogliamo che la Campania sia il primo laboratorio di tutela ambientale del Paese. Sappiamo che il Paese ha un problema grosso, ma sappiamo che la Campania ha dato troppo in questi anni. È qua che vogliamo andare a sperimentare in termini concreti”.

Non sembra essere d'accordo con i piani e con le differenti posizioni giallo-verdi il governatore della regione Lombardia Attilio Fontana che, intervistato da La Stampa, ha commentato: "Se sostengono che questi rifiuti bruciati sono così pericolosi, non si capisce perché dovremmo accettarli noi. Tra l’altro, ormai i nostri impianti sono saturi", spiegando inoltre che quelli di Milano e Brescia "sono impianti che azzerano l’inquinamento e riutilizzano la combustione dei rifiuti per l’energia elettrica". E, contestando le parole di Di Maio, ha aggiunto: "I 13 inceneritori della Lombardia non solo sono puliti ma anche assolutamente controllati, subiscono una cosa come 30 milioni di controlli all’anno da parte di Ispra. Come si fa a dire che non li si vuole al Sud dove il problema dello smaltimento rifiuti è endemico? Se Di Maio pensa che i nostri impianti inquinano, allora devo dire che non accetteremo più i rifiuti del Sud. Chiederemo allo Stato di modificare la norma che ce lo impone".

Secondo Salvini dire "no" agli inceneritori sarebbe fare un passo indietro, anche per quelli lombardi: "I rifiuti ovunque significano ricchezza, energia e acqua calda. A Copenaghen inaugureranno un inceneritore con una pista da sci e una parete da arrampicata, altrove sono musei. Se gestiti bene e controllati bene portano più salute e più economia", per questo "sicuramente la Lombardia non torna indietro anzi l'obiettivo è che anche altre regioni italiane vadano avanti. Non voglio un Paese che torna indietro".