Dopo anni di dibattiti pubblici e discussioni politiche, in Germania  diventa legge dello stato il terzo genere. Da questo momento infatti le persone intersessuali cioè quelle che nascono con caratteristiche “che non possono essere attribuite alle tipiche definizioni di maschile o femminile”, potranno avvalersi sui propri documenti di identificazione ufficiali della dicitura "divers", ovvero "vario" . Il Bundestag ha approvato la legge proposta dallo stesso governo dopo l'esortazione della Corte Costituzionale davanti alla quale di recente era approdato il caso di un cittadino che si definiva intersessuale e aveva fatto ricorso ovunque per farsi riconoscere  la definizione di “inter” o “divers”  sui documenti.

In realtà nel Paese dell'argomento si discute da tempo e già cinque anni fa  era stato stabilito il diritto a non essere registrato come maschio o femmina ma lasciando la casella bianca. Una situazione di incertezza però che aveva scatenato ulteriori polemiche fino alla decisione del Parlamento di dare il via libera al terzo gener. Un provvedimento a cui ha contribuito i maniera decisiva proprio il ricorso davanti ai giudici della persona intersessuale. Il Tribunale infatti gli aveva dato ragione stabilendo  che "l'attribuzione a un sesso è estremamente importante per la definizione di un'identità individuale" e che le persone intersessuali quindi dovevano essere registrate con un “termine positivo”, invitando esplicitamente il legislatore ad approvare una legge sul “terzo sesso”.

Il provvedimento però ha trovato le critiche anche di molte associazione lesbiche e gay critica che sottolineano come la legge limiti l'intersessualità a questioni fisiche cioè a quei soggetti che una volta venivano chiamati con disprezzo "ermafroditi" . Una condizione che per la legge deve essere accertata attraversò un certificato medico per dimostrare che esiste una "variante dello sviluppo sessuale". Secondo le associazioni, infatti, il terzo genere dovrebbe essere aperto a tutte le persone che "ne hanno bisogno e che lo vogliono" perché "nulla è più importante dell'autopercezione dell'uomo".