È deceduto all'ospedale di Imola, dove era ricoverato in prognosi riservata, il ragazzo di 17 anni colpito da meningite batterica. Il ragazzo era stato ricoverato in rianimazione venerdì scorso, in gravi condizioni. Il ragazzo giovedì scorso era arrivato al pronto soccorso della città in provincia di Bologna con sintomi subito ricondotti a infezione meningococcica. Il giovane, un italiano residente in città, era stato poi trasferito nel reparto di Terapia intensiva del Santa Maria delle Scaletta.“Il meningococco di tipo B – avevano fatto sapere dall’Ausl in una nota – ha provocato una diffusa setticemia e le condizioni del giovane restano critiche, ma stabili”.

Dopo il ricovero, erano stati immediatamente attivati i protocolli di prevenzione stabiliti per situazioni di questo tipo: segnalato il caso al Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl sono state individuate le persone venute in contatto diretto con la vittima (familiari, amici, compagni di classe) ed è stata eseguita la profilassi antibiotica necessaria ad abbattere il rischio, comunque molto basso, di contrarre la malattia. Profilassi somministrata anche agli operatori sanitari che lo hanno curato in questi giorni.

"Il meningococco è un batterio che si trasmette per contagio diretto, ossia attraverso le goccioline di saliva o muco emesse parlando, tossendo o starnutendo – spiega il dr Gabriele Peroni, direttore della UOC di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola – Pertanto una semplice profilassi antibiotica è raccomandata, in via del tutto precauzionale, solo per le persone che abbiano avuto contatti molto ravvicinati con il soggetto infetto nei 10 giorni precedenti all’esordio dei sintomi".

L’ultimo caso di meningite meningococcica nella provincia di Imola risale al luglio scorso: colpito un bambino bolognese di 8 anni che stava frequentando un campus estivo a Castel del Rio. In quell’occasione, il piccolo, dopo i trattamenti del caso, si era ripreso pienamente. Anche in quell'occasione furono immediatamente attivate le misure di profilassi.