L'Fbi ha pubblicato i ritratti di alcune donne che sarebbero state uccise da Samuel Little, un uomo americano che ha confessato di aver ammazzato novantatré persone nell’arco di trenta anni. L’agenzia, che finora ha rilasciato sedici immagini raffiguranti volti femminili, si augura che qualcuno possa dare un’identità a queste donne guardando i disegni. In due casi l'Fbi ha già avuto fortuna: qualcuno ha infatti identificato con successo le vittime attraverso i ritratti. Il Federal Bureau si rivela perciò determinato a dare un nome anche alle altre donne che hanno avuto la sfortuna di incontrare il serial killer, oggi settantottenne: “È il minimo che possiamo fare”, ha commentato il portavoce dell’agenzia Shayne Buchwald. In un comunicato l'Fbi ha spiegato come Samuel Little prendesse di mira “donne emarginate e vulnerabili, spesso coinvolte nella prostituzione e tossicodipendenti”. Ex pugile di professione, il presunto serial killer a quanto emerso prendeva a pugni le sue vittime prima di strangolarle. Un modus operandi che confondeva gli inquirenti dato che spesso non c'erano “segni evidenti” sui corpi delle vittime come ferite o segni di arma da fuoco.

Il serial killer avrebbe ucciso in tutti gli Stati Uniti – Lo scorso anno, mentre già era in carcere per omicidio, l’ex pugile ha confessato di essere responsabile di molti più delitti rispetto a quelli scoperti dagli inquirenti. A quanto emerso, l’uomo avrebbe ucciso in tutti gli Stati Uniti nel periodo tra il 1970 e il 2005. Se ciò si rivelasse vero, Little Samuel sarebbe di fatto il killer più prolifico nella storia degli Stati Uniti. Il procuratore distrettuale della contea di Ector, Bobby Bland, ha dichiarato che finora sono stati risolti cinquanta di questi “cold case” e che la maggior parte degli omicidi irrisolti sono stati commessi in California. Gli agenti che hanno interrogato l’assassino hanno riferito che ricorda in modo molto dettagliato le sue vittime e gli omicidi incluso dove si trovava e quale macchina stava guidando.