Quando ha visto la salute dell'anziano padre peggiorare sempre di più ha capito che nella casa di riposo  dove era ricoverato non lo curavano affatto e ha chiesto spiegazioni. Dopo aver ricevuto risposte vaghe e rassicurazioni che non la convincevano, la donna quindi ha deciso di piazzare di sua iniziativa una telecamera nascosta documentando in effetti le violenze che avvenivano e facendo poi intervenire la polizia. È quanto accaduto in una struttura di Hornsby, sobborgo a nord di Sidney, in Australia, dove gli agenti hanno tratto in arresto uno degli addetti, un 35enne che si occupava del padre della donna.

Grazie al telecamera, infatti, Ayda Celine ha filmato le percosse che venivano inferte all'82enne genitore affetto da demenza senile  e ha potuto denunciare il responsabile. Le riprese filmate di nascosto hanno mostrato che l'82enne è stato ripetutamente colpito anche con una scarpa dal 35enne che poi ha iniziato a strappargli la maglietta e infine lo ha fatto anche cadere dal letto. Attimi che gli sono costati il licenziamento e l'incriminazione per aggressione e lesioni. Eppure la donna non si dà pace pensando a quanto tempo il padre ha dovuto rimanere in balia del suo persecutore nonostante i segnali vi fossero tutti. "Mi sento come se l'avessi deluso" ha raccontato infatti la donna, rivelando che aveva già notato da molto tempo i lividi ma di aver creduto alla bugia che si trattasse di una caduta. Celine ha detto che ha chiamato la casa di cura in diverse occasioni per dire loro che suo padre non stava bene ma dopo varie scuse ha deciso di fare da sola installando la telecamera nella stanza di suo padre.