Il Lazio e la regione delle persone scomparse

Il fenomeno delle persone scomparse è da sempre argomento molto delicato e sentito, in particolare quando vengono diffusi i numeri relativi alla situazione italiana. Gli ultimi sono quelli della ottava relazione semestrale presentata al Ministero dell'Interno al prefetto Michele Penta in presenza del titolare del Viminale Anna Maria Cancellieri. Dati che fanno emergere tutta la criticità della situazione: dal 1974 al 2011 sono scomparse 110.107 persone, solo 85.195 sono state ritrovate. 24.912 persone di cui non si sa più nulla, di cui 15.632 sono stranieri o ignoti, 10.319 sono i minorenni. II titolare del Viminale ha detto, «dietro ogni caso di persona scomparsa c’è una famiglia che soffre, una storia triste, drammatica. Bisogna insistere per ridurre al massimo questo problematica».

Il Lazio è la regione con il più alto numero di scomparsi. 6.245, cioè quasi un quarto del totale, tra questi anche il caso di Emanuela Orlandi. Al secondo posto c'è la Lombardia (3.303) seguita dalla Campania (2.997). Poi la Sicilia e la Puglia. In tutti i casi  la Sicilia e la Puglia,  Il 15% di questi individui (3.651) sono minori fuggiti dall'istituto che li ospitava: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di ragazzini stranieri, soprattutto afgani, romeni e marocchini. L'11% del totale si è invece allontanato volontariamente. Considerevole è anche il numero di spariti che soffrono di disturbi psicologici o neurologici, come nel caso dei malati di Alzheimer.  (536). E ancora i casi di sottrazione da coniuge (284), e possibili vittime di reato (90 casi, di cui 22 minori). 832 sono invece i cadaveri di persone la cui identità è ancora sconosciuta. Di questi, la maggior parte sono stati trovati in Lazio. 158 sono stati recuperati in mare, 93 in fiumi o laghi.

 Continua dunque a crescere in Italia il fenomeno delle persone scomparse: «in media, le denunce sono più di 9.000 l'anno, per una media di 25 al giorno; 24 di queste vengono ritrovate», ha affermato il prefetto Penta. «Bisogna insistere per ridurre al massimo questa problematica» ha ribadito la Cancellieri. «Una famiglia a cui scompare qualcuno, è una famiglia provata, che non riesce a darsi una ragione. Come si può capire quando succede una cosa del genere? È veramente terribile. Quelli emersi oggi sono dati importanti – ha precisato – ci stiamo lavorando. Possono essere molto utili per la polizia. Si può e si deve insistere su questa strada».