Roberto è alla ricerca delle proprie origini. Lo studente piemontese è stato adottato quando aveva 4 anni.
in foto: Roberto è alla ricerca delle proprie origini. Lo studente piemontese è stato adottato quando aveva 4 anni.

“Sono stato riconosciuto alla nascita ma, a causa dell’estrema povertà in cui viveva mia madre biologica, sono stato dato in affidamento quando ero molto piccolo”. Roberto, uno studente piemontese, viene al mondo il 3 ottobre 1993 all'ospedale civile di Asti. Dopo un breve periodo in una casa famiglia, viene affidato ad una coppia di Torino senza figli. “Sono stato adottato a 4 anni – racconta a Fanpage.it – perché fino all'ultimo sarei potuto ritornare con mia mamma biologica”.

“Ho trascorso un’infanzia serena anche se già da adolescente ho cominciato a fare domande sulle mie origini. I miei erano molto restii a darmi informazioni; ho dovuto aspettare di diventare maggiorenne perché mi dicessero il nome e cognome di mia madre biologica: Maria Ganci”. I genitori, di fronte alle insistenze di Roberto, gli consegnano anche la cartella clinica in cui sono riportati i dati della sua nascita. “C’erano solo le generalità di mia mamma che, nonostante fossero cancellate a penna, si riuscivano a leggere lo stesso”. Con questi dati, il giovane comincia la sua ricerca. Prima all'ospedale in cui è nato e poi all'anagrafe di Asti. “I miei genitori adottativi non mi hanno né incoraggiato né fermato. Avevano un atteggiamento indifferente”. Senza troppe possibilità, Roberto è ormai rassegnato quando trova in rete la pagina di Laura Perspicace “Figli adottivi cercano genitori biologici”.

Grazie all'aiuto di Perspicace, lo studente scopre che la mamma è nata ad Agrigento nel 1965. Viene a sapere, inoltre, che la donna si è trasferita ad Asti per lavorare come badante. “Viveva in una casa popolare – spiega – ed era così povera che i mobili le erano stati regalati dal vicino del piano di sopra”. Roberto riesce a trovare altre preziose informazioni: “Un signore ha scritto a Laura Perspicace di ricordarsi di una donna che poteva essere mia madre. Gli era rimasta impressa perché abitava in un garage che poi andò a fuoco”. In quel momento, il ragazzo decide di recarsi nella città in cui è nato perché capisce di essere sulla pista giusta.

Le sue indagini, purtroppo, hanno un triste epilogo: Maria è morta il 9 luglio 2001 per cause naturali mentre si trovava in un bar di Asti. “Ho scoperto che mia mamma biologica andava ogni giorno in una caffetteria gestita da due cugine. Il giorno in cui è venuta a mancare – continua – queste due signore la volevano accompagnare in ospedale perché vedevano che non stava bene. Mia mamma ha accettato, ma, dopo essere andata in bagno, è svenuta. Quando è arrivata l’ambulanza hanno potuto solo constatare il decesso. Avevo il presentimento che non fosse più in vita, tuttavia, è stato un brutto colpo lo stesso”.

L’altro aspetto che addolora il giovane è non conoscere il luogo in cui Maria è sepolta. “Volevo sapere in quale cimitero si trovasse per avere una tomba su cui piangere e una foto per ricordarla”. Al cimitero della città piemontese non risulta alcuna defunta con quel nome e neppure in quello di Agrigento. “Sono stato particolarmente sfortunato perché la sua morte è avvenuta più di 10 anni fa e il comune di Asti non conserva queste informazioni per così tanto tempo. Posso solo richiedere di accedere all'archivio storico e sarà il mio prossimo passo”.

Roberto, in ogni caso, non si dà per vinto. “Ho chiamato tutte le persone di Agrigento con il cognome di mia madre – afferma – ma nessuno la conosce”. “Vorrei sapere se ho un padre. Di lui non si sa nulla. Non risulta nel mio atto di nascita: è un mistero assoluto. Per me sarebbe importante anche scoprire di avere dei fratelli – conclude Roberto – o almeno riuscire a conoscere qualche parente”.