"Adesso mio figlio non verrà più da me". Non riesce a dire molto altro Danilo Quarta, il padre del piccolo Giorgio, il bambino di due anni di Leverano, in provincia di Lecce, morto alla fine della scorsa settimana schiacciato dalla tv mentre giocava in casa. L'uomo non riesce a darsi pace, come il resto della famiglia. "Perché sono andato a lavorare? Perché?", si ripete continuamente, cercando di dare un senso alla tragedia che si è consumata nelle passate ore, mentre la moglie Annalisa, di soli 27 anni, si porta le mani davanti agli occhi, ancora sotto choc, trovando consolazione tra le braccia del marito e dei familiari.

Giorgio aveva solo due anni: stando a una prima ricostruzione dei fatti, pare che, approfittando di un momento di disattenzione della mamma, si sia diretto nel soggiorno, sia salito sul carrello sul quale era posizionata la tv, un vecchio modello da 32 pollici col tubo catodico e, nel tentativo di accenderla, l’abbia fatta cadere, restando schiacciato dall'apparecchio. Il padre, un operatore ecologico, al momento dell'incidente era a lavoro mentre il fratello più grande della vittima, di 4 anni, era a scuola. È stata Annalisa a lanciare l'allarme dopo aver sentito il rumore della tv schiantarsi sul pavimento, ma quando i sanitari del 118 sono giunti nell'abitazione di via Catone non hanno potuto far altro che decretare il decesso del bambino. Secondo gli inquirenti, ci sarebbero pochi dubbi riguardo al fatto che si sia trattata di una fatalità. Il magistrato di turno Stefania Mininni ha comunque disposto il sequestro dell’elettrodomestico, dando l’incarico al medico legale di effettuare l’autopsia per togliere ogni dubbio residuale sull’andamento dei fatti. Dall’esame esterno del cadavere non sono emerse lesioni anomale, compatibili con altre dinamiche.