L'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha reso noto che il "Corso su esorcismo e preghiera di liberazione", che era apparso sul sito del Miur non è dedicato ad insegnanti di scuola di primo e secondo grado, pertanto è stato rimosso dal portale di Sofia, la piattaforma in cui si trovano i corsi di formazione per docenti. La notizia del corso era stata divulgata ieri da Fanpage.it: grazie a un docente iscritto alla piattaforma Sofia, ha verificato che l'iniziativa formativa ID. 26222 era effettivamente tra i corsi di aggiornamento proposti ai professori, con un costo di 400 euro e 40 ore obbligatorie. Sul sito veniva spiegato che il corso proponeva "un'attenta ricerca accademica ed interdisciplinare sull'esorcismo e la preghiera di liberazione. Il corso presenta i temi concernenti gli aspetti antropologici, fenomenologici, sociali, pastorali e spirituali gli aspetti liturgici e canonici, e gli aspetti legali medici e psicologici dell'esorcismo e della preghiera di liberazione". Non esattamente il corso che ci si aspetterebbe sul sito del ministero dell'Istruzione di uno Stato laico.

Il corso di formazione, era stato proposto dall'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, pensato per i docenti di religione. Non sarebbe stato quindi organizzato direttamente dal Miur. Si terrà comunque regolarmente, dal 6 all'11 maggio, presso la sede dell'università pontificia. Proprio per la delicatezza della materia, sull'opportunità di offrire un ciclo di formazione religioso per i crediti della formazione obbligatori degli insegnanti, si era levato un coro di polemiche. Perché la giustificazione offerta dal dicastero, secondo le opposizioni, non lo assolverebbe dalla responsabilità di controllare gli eventi che vengono sponsorizzati sul suo portale.

"Succede in uno Stato laico, con una scuola che dovrebbe essere laica: il ministero dell'Istruzione accredita sulla piattaforma per la formazione dei docenti un corso sull'esorcismo e la preghiera di liberazione. Il punto politico di questa vicenda che farebbe ridere se non fosse tragicamente vera, è che il Miur si affanna a precisare che l'ente erogatore, l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in quanto Università, è accreditato automaticamente ai sensi della direttiva 170/2016. In pratica il ministero non vigila o meglio vigila a intermittenza. Così ci si trova di fronte a corsi per il ‘ministero dell'esorcismo', come scoperto ieri e come recita il documento pubblicato", hanno scritto in una nota la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone e la responsabile della campagna ‘Alla Base la Scuola', Eulalia Grillo.

"La giustificazione fornita dal senatore leghista Pittoni non regge: il Miur deve garantire qualità e scientificità nell'offerta, non cavarsela con un'alzata di spalle Appare insomma grottesco il fatto che un ateneo pontificio – hanno aggiunto Brignone e Grillo – si senta libero di inserire un simile corso sulla piattaforma di formazione dei docenti di uno Stato laico, e sul fatto che il Miur non verifichi, se non a campione questi contenuti. Su questi due punti sarebbe urgente un dibattito pubblico, perché di laico non c'è proprio proprio niente. E nemmeno di logico".