Idai, il ciclone di categoria 3 arrivato dall'oceano indiano, sta seminando morte e distruzione nel percorso dal Madagascar al Mozambico dove ha toccato terra il 14 Marzo. Una scia di devastazione e danni per centinaia di milioni di euro che ha causato la morte di almeno 150 persone, bilancio purtroppo ancora non definitivo. Nelle aree rurali più povere in decine di migliaia sono rimasti isolati a causa delle strade distrutte e per il blackout telefonico. Sono in complesso più di un milione e mezzo le persone colpite dal violento ciclone tra Mozambico, Zimbabwe e Malawi, secondo dati Onu e fonti governative ufficiali.

Diversi villaggi edificati con case fatte di legno sono stati praticamente cancellati e molti altri sepolti dalle alluvioni causate dalle fortissime piogge.  I governi del Malawi e del Mozambico hanno già proclamato lo stato di emergenza e chiesto l'aiuto internazionale.

Idai si è abbattuto sui Paesi africani con venti che soffiano sino a 225 chilometri orari. I cittadini erano stati infatti invitati a prepararsi allo "scenario peggiore". Il centro dove si contano i danni maggiori  è la città portuale mozambicana di Beira, dove è stato chiuso l'aeroporto, non c'è elettricità e molte case sono distrutte. In Malawi sono stati contati pòtre 200 mila sfollati mentre, secondo l’Agenzia AFP, sono andati distrutti quasi 170 mila ettari di terreni coltivati. Secondo le Nazioni Unite occorrono 16 milioni di dollari per aiutare le popolazioni colpite dal disastro ambientale.