Profughi che denunciano e vengono cacciati

Sarebbero diciotto i richiedenti asilo allontanati dalla struttura di accoglienza di Terzigno, in provincia di Napoli, dopo l'inchiesta di Fanpage.it sul degrado del centro dove vivono ammassati fino a ventisei ragazzi per stanza e dove le cure mediche sono affidate ad un cuoco. La segnalazione arriva dall'Associazione 3F che solo poche settimane fa si era recata sul sito, numerose anche le denunce del sindacato USB sulle condizioni di un'altra struttura gestita dallo stesso titolare a Boscotrecase.

Nel provvedimento della Prefettura di Napoli, firmato dal Prefetto Gerarda Pantalone, si legge che uno dei richiedenti asilo avrebbe causato tensioni il giorno 19 luglio 2015 "assumendo atteggiamenti minacciosi e violenti", ed in ragione di tale comportamento si procede "a revocare le misure di accoglienza nei confronti del cittadino straniero".

"Chi aveva protestato e denunciato le condizioni di vita nella struttura è stato allontanato" denuncia Gianluca Petruzzo dell'Associazione 3F, che ha indetto per mercoledì 29 luglio alle ore 10.00 un sit-in di protesta davanti alla Prefettura di Napoli, in piazza del Plebiscito: "Se gli eventi riguardano solo uno dei ragazzi, perché sono stati allontanati in diciotto?".

Le telecamere di Fanpage.it sono entrate in diverse occasioni nelle strutture di Boscotrecase e Terzigno dove alloggiano i diciotto profughi a cui sarebbero state revocate le misure di accoglienza, che ci avevano parlato di stanzoni in cui vivono ammassate decine di persone, cure sanitarie carenti e continue minacce di allontanamento. In uno dei servizi sul sistema dell'accoglienza pubblicati su Fanpage.it, infatti, avevamo già raccolto la testimonianza di un richiedente asilo cacciato dalla struttura e che oggi vive come clochard per le strade di Napoli.

Fanpage.it ha provato a chiedere delucidazioni in merito alla Prefettura di Napoli, ma dopo essere stati rimbalzati da un ufficio all'altro non ci sono state fornite spiegazioni.