"Conte me lo ricordo, quando ci mandava i messaggini tutto contento e entusiasta delle riforme che facevamo, della Buona Scuola, del referendum… A suo tempo, nel 2015, aveva tutta un’altra posizione sullo sforzo riformatore del Governo Renzi. È legittimo cambiare idea, specie se ti offrono incarichi importanti. Io penso che le idee valgano più delle poltrone", ha raccontato l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi nell'ambito di un'intervista concessa a Vanity Fair. 

Nel corso dell'intervista, il senatore dem ha parlato del suo futuro all'interno del Partito Democratico e dato anche giudizi sul governo Lega-5 Stelle e in particolare su Matteo Salvini. "Io mi sono dimesso da segretario del Pd, ho smesso di occuparmene. Sono stato il parafulmine ideale per tutti i problemi, ho smesso… Ho vinto due volte le primarie col 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra. Questo non è il modo giusto per rispettare una comunità. Voglio fare l’opposizione a questo governo perché mi preoccupa. E per fare l’opposizione serve che tutti ci diamo una mano. Col Pd, i comitati civici, in tutti i modi", spiega Renzi.

"Tutti mi spingono a dire che abbiamo sbagliato tutto, che dobbiamo stare zitti. Ma noi abbiamo fatto tante cose e io le rivendico, non cedo all’abiura. Io penso che gli italiani abbiano sempre ragione. Punto. Se hanno scelto di farsi un giro con Salvini e Di Maio vanno rispettati…. Chi perde sbaglia sempre. Io mi sono dimesso, l’unico. Quindi adesso che cosa devo dire: che i migranti vanno fatti affogare? Che il Jobs Act è stato un errore? Non lo dico. Certo, bisogna fare di più e meglio, ma non sarò mai come Salvini, che fa lo sciacallo, postando la foto di una minorenne e aizzando i commenti contro, o come Di Maio, che fa da prestanome al padre. Questa è la strada per prendere i voti? Pace, non li prendo", prosegue l'ex segretario del Pd.

"Salvini fomenta odio: l’obiettivo non è raccontare la sua idea d’Italia, ma dividere il Paese in buoni e cattivi. Che per un politico è sbagliato, per uno che sta al governo è ingiusto, per uno che fa il Ministro dell’Interno è pericoloso. Perché lui presiede anche alla mia sicurezza, a quella di Fazio o di Salmo. L’unico in Italia che non ha il diritto di parlare come fosse al Bar Sport è il ministro dell’Interno… A me di lui colpisce molto una cosa. Ha cambiato la legge sul peculato, di fatto salvando alcuni dei suoi: Molinari capogruppo alla Camera, Rixi viceministro alle infrastrutture. Ha fatto un’operazione sui 49 milioni di euro, riuscendo a restituirli in 76 comode rate. Ha querelato per appropriazione indebita Francesco Belsito e non Umberto Bossi, perché poi ha paura che chiamino in causa lui. Eppure riesce straordinariamente ad apparire quello che non è delle istituzioni ma del popolo. Questo giochino secondo me è un palloncino che vola in alto e alla fine si buca all’improvviso. Scommetto sul fatto che questo incantesimo di Salvini svanirà. Come direbbero i miei figli: il tempo è galantuomo".