Sheldon Gary Farnell, 4 anni (Facebook).
in foto: Sheldon Gary Farnell, 4 anni (Facebook).

Nonostante non si sentisse bene, l'ospedale nel quale era stato ricoverato aveva deciso di rimandarlo a casa. Ma Sheldon Gary Farnell, bimbo inglese di 4 anni, è morto soltanto 24 ore più tardi a causa delle complicazioni di una sepsi. La vicenda è stata denunciata alla stampa locale dalla mamma del piccolo, la 23enne Katrina, la quale ha accusato i medici del Sunderland Royal Hospital di negligenza: "Se lo avessero trattenuto e fatto le analisi necessarie – ha detto – a quest'ora mio figlio sarebbe forse ancora vivo". L'incubo della famiglia Farnell è cominciato lo scorso venerdì, 23 novembre, quando il bambino ha mostrato i primi sintomi di una infezione virale.

Trasferito in ospedale, dopo due giorni sotto osservazione, precisamente nella mattinata di domenica, Sheldon è stato dimesso. Ma le sue condizioni sono velocemente peggiorate una volta a casa: il piccolo ha cominciato ad avere vertigini, tanto che non riusciva a tenersi in piedi, dolori su tutto il corpo e forte mal di pancia. Portato di nuovo in ospedale, è deceduto il giorno dopo, lunedì 26 novembre, dopo vari tentativi effettuati dai sanitari per far ripartire il suo cuore. "Se ci avessero consegnato prima i risultati dell'esame del sangue di mio figlio – ha detto la mamma – che mostravano già una situazione critica probabilmente lui sarebbe ancora vivo. Ci hanno rimandati a casa dicendo che aveva una infezione virale, prescrivendogli semplicemente del paracetamolo se ne avesse avuto bisogno".

E ancora: "Ho chiesto più volte ad un dottore di controllarlo per una seconda volta – ha continuato la donna -, ma lui gli ha solo toccato la schiena dicendo che non vedeva nulla di strano. Eppure Shaldon piangeva e tremava per il dolore. Non avrebbero dovuto lasciarlo andare, lo hanno fatto morire tra le mie braccia. Volevo fargli tanti regali per il prossimo Natale, e invece dovrò pagargli il funerale. L'unica cosa che posso fare ora è chiedere che sia fatta giustizia per lui". Intanto, nei prossimi giorni sarà aperta un'indagine per chiarire le cause del decesso del bimbo di 4 anni, ma l'ospedale chiamato in causa si difende. "Per questioni di privacy non possiamo divulgare informazioni sul paziente – ha detto Ian Martin,direttore del City Hospitals Sunderland -. Offriamo la nostra collaborazione al coroner per l'autopsia e siamo vicini al dolore della famiglia".