Si era presentata all'ambulatorio dell'ospedale perché sospettava che qualcosa al suo senso non andasse bene ma ad un primo esame era risultato tutto negativo. La prontezza e la caparbietà del medico, che ha deciso di approfondirne le indagini cliniche, le hanno permesso però di scoprire in tempo che aveva effettivamente un tumore alla mammella da operare subito e  si sono rivelate fondamentali per salvarle la vita. Per questo ora la donna, che è finalmente guarita, ha deciso di ringraziare a suo modo l'ospedale donando allo stesso ambulatorio uno strumento diagnostico all'avanguardia che permetterà di fare una diagnosi più puntuale per tutte le donne che si sottoporranno alle visite. È la storia di Stefania Vergnano, 47enne della Val di Susa dove vive, a Condove, in provincia di Torino, e dell’ospedale Mauriziano del capoluogo piemontese.

Tutto ha avuto inizio nel 2015 quando il dottore che aveva incontrato nella Breast Unit, il ginecologo Luca Sgro, decide di ripetendo gli esami due volte confermando infine che aveva un tumore. Dopo un’operazione d’urgenza, chemio e radioterapia, la donna guarisce e con il medico che l'aveva visitata decide, come  ringraziamento,  di avviare una campagna di raccolta fondi attraverso la passione comune per la musica che ora ha portato i suoi frutti con la donazione al reparto un costosissimo macchinario.

Attraverso concerti, eventi organizzati in giro per il Piemonte e il supporto dell’ospedale e dell’Unicredit dove Stefania lavora, hanno raccolto quasi 25mila euro che hanno permesso l'acquisto di un ecografo a sonda lineare ad alta frequenza. "Io devo tutto a questo reparto e al dottor Sgro, che è riuscito a trovare un tumore che nessun esame aveva evidenziato. La massa era ramificata. Anche l’ago aspirato aveva dato esito negativo all’inizio", ha racconta adesso Stefania al Corriere della Sera, aggiungendo: "È solo grazie all’ostinazione dei professionisti dell’ospedale se io sono qui a parlare con lei. In futuro vorrei che sempre più donne potessero raccontare la loro guarigione. Già oggi, il 90 per cento delle pazienti si salva se il tumore al seno viene preso in tempo".