Graziano Delrio (Pd), capogruppo alla Camera, è intervenuto a Radio Anch'io per commentare diversi temi di attualità e politica, a partire dal programma del Partito Democratico per le prossime elezioni europee del 26 maggio. "Non credo che sia archiviato il riformismo – che aveva caratterizzato il governo di Matteo Renzi – ma ci sono fasi in cui si accentuano di più alcuni aspetti e altre fasi in cui bisogna stare attenti alla protezione dei più deboli", ha spiegato Delrio. Il Pd è concentrato sul garantire "più giustizia sociale, dobbiamo stare molto attenti al modello di sviluppo che tende a portare la ricchezza in poche mani – ha sottolineato Delrio – per questo ci concentriamo su questo aspetto, perché alcune nostre riforme, come il reddito di inclusione, sono rimaste a metà". Oggi però è necessario "ridare la parola agli italiani", perché, secondo il capogruppo del Pd, "hanno visto un anno di disastri e conoscono la propaganda dei ministri come Matteo Salvini, che si occupano dei loro partiti e non del Paese". Per Delrio bisogna andare al voto per "salvare l'Italia da una crisi che sta arrivando, dalle tasse e dall'aumento dell’Iva, che sono nel programma di questo governo, scritte nero su bianco".

In merito alla polemica che lo ha coinvolto qualche settimana fa, quando aveva aperto alla discussione con il Movimento 5 Stelle su temi comuni, come il salario minimo e il conflitto di interessi, Graziano Delrio ha chiarito: "Noi dobbiamo continuare ad avere un atteggiamento costruttivo in Parlamento, siamo pagati per costruire leggi utili agli italiani, quindi quando il governo porterà il salario minimo in parlamento lo valuteremo". Ma, secondo il capogruppo del Partito Democratico, non c'è nessuna ipotesi di alleanza con i pentastellati, perché "Cinque Stelle e Salvini sono la stessa cosa, è sotto gli occhi di tutti, hanno voluto governare con lui e hanno fatto le politiche che voleva lui, basti pensare ai condoni fiscali e edilizi". Mentre ora "preparano lo sblocca cantieri, che sembra scritto dalla destra italiana e apre a fenomeni di corruzione, come denunciano i magistrati". Dunque nessuna possibilità di avvicinamento dei dem al partito di Luigi Di Maio, ‘colpevole' di essere al governo con la Lega: "Fanno le cose insieme, quest'anno hanno prodotto crescita zero e occupazione zero insieme, hanno fermato il Paese e raddoppiato gli interessi sul debito publico – ha continuato Delrio – È inutile distinguere, hanno fatto un contratto e vanno a braccetto".

Infine il capogruppo del Partito Democratico ha riservato una stoccata al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sulla questione del processo per il caso Diciotti: "Il problema è che non c’è nessun ministro al di sopra della legge, nessun ministro può chiamarsi fuori e lì veniva contestato il fatto che lui avesse abusato dei suoi poteri – ha attaccato Graziano Delrio – Salvini è scappato dal processo, a differenza di tutti i normali cittadini, e noi non sapremo mai se lui ha abusato dei suoi poteri, diventando un pericolo per tutti i cittadini".