In cambio di 200 euro ripuliva il sangue degli automobilisti sorpresi dalla Polizia stradale alla guida sotto l'effetto di stupefacenti o alcol. È l’accusa alla quale deve rispondere un infermiere 48enne dell'ospedale civile di Giulianova (Teramo). L’uomo è stato beccato in flagranza di reato e raggiunto da un provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza, Mosciano Sant'Angelo (Teramo), non potendo lasciare la sua abitazione dal tardo pomeriggio fino alla mattina successiva. Analogo provvedimento cautelare, firmato dal gip Andrea de Rensis, è stato adottato nei confronti di un automobilista, risultato positivo alla cocaina e sottoposto al prelievo ematico all’ospedale di Giulianova. Il valore positivo del tampone degli agenti Polstrada, successivamente non era stato confermato dall'analisi di laboratorio sul suo campione di sangue, prelevato in ospedale, subito dopo il controllo stradale.

Un episodio ritenuto misterioso dagli investigatori, che d'accordo con il pm Davide Rosati, avevano fatto partire l’inchiesta nel maggio del 2016. Le successive intercettazioni ambientali avevano poi confermato l'accordo tra l'automobilista e l'infermiere: 200 euro per sostituire la provetta con sangue ‘drogato' con quello ‘pulito' di un ignaro utente del pronto soccorso. Le indagini dovranno ora accertare se si sia trattato di un episodio isolato o se invece sia uno dei tanti, in considerazione del fatto che in alcuni casi proprio all'ospedale di Giulianova le provette da utilizzare nei procedimenti per le guide in stato di ebbrezza fossero scomparse.

La direzione generale della Asl di Teramo ha subito comunicato che “non appena ricevuti gli atti formali dalle istituzioni deputate, provvederà all’immediata sospensione dal servizio del dipendente e all’avvio del procedimento disciplinare e, comunque, qualora i fatti corrispondessero al vero, sta seriamente valutando la possibilità di licenziare il dipendente per cessazione del rapporto di fiducia”. Condanna anche da parte del Collegio degli infermieri (Ipasvi) di Teramo che si ritiene parte lesa nella vicenda ma che rimanda provvedimenti disciplinari al collegio di appartenenza del paramedico coinvolto. Al paramedico e all’automobilista sono contestati i reati di corruzione, favoreggiamento e falsità materiale commessa in atto pubblico.